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Riforma pubblica amministrazione, rinnovo contratti statali e aumento stipendi: interviene Banca d'Italia

Continuano a essere tanti i nodi da scogliere sul versante della pubblica amministrazione, non solo il rinnovo dei contratti degli statali.




Sul tavolo degli emendamenti alla manovra finanziaria 2015-2016 del governo Renzi c'è anche l'aumento del limite al turn over nella pubblica amministrazione, ora fissato al 25%, e della dote per le amministrazioni provinciali al fine di non mettere a rischio servizi come quelli su strade e scuole. Quasi certi la riduzione del taglio su Caf e patronati e il potenziamento della dote per il nodo Province ovvero i servizi degli enti di area vasta. Il punto è che la stretta del governo e del ministro per la Semplificazione Marianna Madia va ricercata anche nella necessità di rinnovare i contratti degli statali, fermi da sei anni, così come da sentenza dell'Alta Corte.

E per finanziare la misura, l'esecutivo ha già annunciato la necessità di ridurre gli ingressi. Tra le proposte avanzate in queste ore c'è anche quella della proroga di 3 anni dei contratti a termine nei casi in cui l'allontanamento dei lavoratori precari possa mettere a repentaglio l'erogazione dei servizi. In ballo c'è anche l'assunzione, già nel 2016, dei circa 4.000 vincitori di concorso che non hanno ancora ricevuto chiamata. Occorre però verificare l'impatto di queste misure per le precarie casse dello Stato. In questo contesto, la pubblica amministrazione italiana viene definita un cono d'ombra, dove le operazioni a rischio corruzione riescono a passare sotto silenzio. A lanciare l'allarme è l'Unità di informazione finanziaria (Uif).

Si tratta dell'ufficio italiano di financial intelligence, istituito presso la Banca d'Italia ma dotato di piena autonomia nello svolgimento del suo compito: raccogliere tutte le possibili segnalazioni di operazioni monetarie sospette, valutarle e in caso girarle alle autorità investigative. L'obiettivo è prevenire il riciclaggio e quindi la corruzione. In questi anni però la Uif non ha potuto contare su quello che doveva essere un prezioso alleato, ovvero la pubblica amministrazione, che, sottolinea il direttore dell'Unità, Claudio Clemente, nell'ultimo anno ha inviato soltanto 18 allerte, su un totale che supera le 70.000.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il