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Pensioni ultime notizie seconda fase con novità per fattibilità ancora cambiamenti mini pensioni, quota 100, assegno universale

Parte l’esame dell’ammissibilità dei cambiamenti alle pensioni presentati: novità previste, fasi di lavoro e possibili cambiamenti reali




Al via da oggi 11 novembre l’esame dell’ammissibilità dei cambiamenti alle pensioni presentati: le novità saranno analizzate in fasi differenti e sotto diversi aspetti finanziari e legislativi ed entro sabato arriverà la decisione finale, mentre dalla prossima settimana inizierà la discussione che porterà al voto che dovrà essere confermato anche alla Camera. Tantissime le proposte presentate per rivedere l’attuale legge pensioni, alcune già bocciate, altre ancora in discussione e con la speranza che riescano ad essere approvate.

In particolare, i piani di cambiamento delle pensioni vanno ancora avanti sono sostanzialmente tre: il sistema di quota 100 in due versioni, cioè con l’uscita a 64 anni e non più a 60 e con penalizzazioni al 12%, o con l’uscita a 62 anni, ma con penalizzazioni molte più alte intorno al 20%-30%; l'assegno universale con mini pensione, che prevede la possibilità di uscita tre anni prima per chi rimane senza lavoro con un assegno di circa mille euro che in parte dovrà essere restituito una volta maturata la normale pensione; e l’estensione del contributivo donna anche per gli uomini che permetterebbe di andare in pensione a 62 anni con penalizzazioni alte o ricalcolo dell'assegno con metodo contributivo e le penalizzazioni sarebbero alleggerite dalla mini pensione.

L'assegno universale con mini pensione sembra l’ipotesi più fattibile, anche se non  è un vero e proprio cambiamento per le pensioni, perché è una prestazione sociale a sostegno di chi si ritrova in difficoltà per la perdita del lavoro ma non è un sistema che consentirebbe l’uscita prima per tutti. Questi sistemi si preparano ad affrontare tre fasi: l'esame della Commissione Legislativa Costituzionale, l’esame della Commissione Finanza e il voto in Aula, ma l’ostacolo più grande è l'esame della Commissione Finanziaria dietro cui si cela anche la Ragioneria di Stato, che finora ha sempre bloccato ogni cambiamento per le pensioni proprio a causa della mancanza di soldi.

Per agire sulle pensioni bisognerà considerare l'extra gettito che l'Ue concederà ancora all’Italia: si tratta di 3, 4 miliardi che potrebbero essere certamente impiegati per cambiamenti delle pensioni ma probabilmente potrebbero essere usati per ridurre le tasse, a partire dalla riduzione Ires già a partire dal prossimo 2016. Regna ancora totale incertezza sulle mosse del governo in questo senso. Ad oggi potremmo pensare che più probabilmente i fondi in più saranno usati proprio per la riduzione della tassazione, considerando che da sempre il governo avendo a disposizione soldi ha preferito orientarsi su altri interventi considerati prioritari rispetto alle pensioni. La speranza è che, considerata l’urgenza dilagante di novità pensioni, questa volta si possa cambiare effettivamente rotta di lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il