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Pensioni ultime notizie indicazioni importanti su quando e come mini pensioni, quota 41, assegno universale davvero fattibili

Da Ballarò e DiMartedì ultime notizie e indicazioni politici su cambiamenti pensioni: quali i più necessari e quali davvero fattibili




In vista del via l’esame dell’ammissibilità dei cambiamenti alle pensioni presentati, oltre alle misure già approvate nella Manovra 2016, centrale continua ad essere la discussione sulla questione previdenziale e segno evidente è che le ultime puntate delle trasmissioni Ballarò su Rai Tre e DiMartedì su La7 hanno affrontato questo tema, particolarmente caro ai cittadini. Sono, del resto, tantissime le proposte presentate per rivedere l’attuale legge pensioni.

Le ultime notizie si concentrano soprattutto sui tre piani che sembrano andare ancora vanti, dal sistema di quota 100 in due versioni, cioè con l’uscita a 64 anni e non più a 60 e con penalizzazioni al 12%, o con l’uscita a 62 anni, ma con penalizzazioni molte più alte intorno al 20%-30%; all'assegno universale con mini pensione, che prevede la possibilità di uscita tre anni prima per chi rimane senza lavoro con un assegno di circa mille euro che in parte dovrà essere restituito una volta maturata la normale pensione; all’estensione del contributivo donna anche per gli uomini che permetterebbe di andare in pensione a 62 anni con penalizzazioni alte o ricalcolo dell'assegno con metodo contributivo e le penalizzazioni sarebbero alleggerite dalla mini pensione.

Tra questi, il più fattibile sembra il metodo dell’assegno universale con mini pensione, anche se poi non contribuirebbe effettivamente a fare andare in pensione prima i lavoratori visto che sarebbe solo un sostegno a chi perde il lavoro. Protagonisti del dibattito previdenziale di Ballarò, Oscar Giannino, Zanetti, Stefano Fassina e Barbagallo che hanno analizzato eventuali vantaggi, e non, del progetto pensioni presentato dall’Inps, che propone uscita prima per tutti a 63 anni con penalizzazioni che possono arrivare ad un massimo del 10%; assegno universale per gli over 55 a partire da 500 euro e da calcolare in base alla composizione del nucleo familiare; ricalcolo e contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, di 5mila euro lordi; e divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale.

Giannino e Morando si sono detti favorevoli su punti come l'assegno universale e il sistema di uscita prima, entrambi d’accordo anche sul ricalcolo contributivo per le pensioni più ricche, sui 5mila euro lordi. Ma, riprendendo gli ultimi numeri sulle pensioni e il futuro previdenziale dei giovani, Giannino ha anche esortato a rivedere tutto il sistema delle future pensioni e garantire un giusto scambio generazionale.

Per Fassina, invece, il lavoro ideale sarebbe quello di intera revisione dell’attuale legge, compito che, però, non toccherebbe all’Inps. Tra le linee guida del neonato partita Nuova Sinistra, di cui Fassina stesso è tra i fondatori, sulle pensioni spiccano, infatti, abolizione dell'attuale legge, uscita prima a 62 anni e 35 anni di contributi e penalizzazioni e introduzione dell’assegno universale per tutti coloro che si ritrovano senza lavoro ad una certa età ma ancora lontani dal raggiungimento della pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il