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Pensioni ultime notizie nei cambiamenti presentati e nel progetto INPS quota 41, mini pensioni, quota 101, assegno universale

Nuove speranze per novità pensioni positive: cambiamenti presentati e ancora in discussione e per tutti. Cosa prevedono e prossime fasi




Le ultime notizie sulle pensioni, nonostante i timori che ancora una volta non si farà nulla di concreto, fanno ben sperare in novità positive. Proprio quando inizia l’esame di ammissibilità dei cambiamenti alla Manovra 2016 presentati, sembrano andare avanti anche misure pensionistiche per tutti, comprese quelle che prevedono piani di quota 41, pensato soprattutto per sostenere usuranti e precoci che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, che prevede la possibilità di uscita per tutti con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Diversamente, dunque, da quanto si era detto nel corso di questi mesi, le novità in discussione interessano anche precoci e usuranti che sembravano esserne rimasti fuori, anche considerando il fatto che nulla per loro è stato inserito nel nuovo progetto presentato dal presidente dell'Inps, che tra i suoi punti ha previsto ampi cambiamenti, anche di revisione del sistema previdenziale in generale, puntando, finalmente, alla reale netta divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale.

E mentre sembra piuttosto difficile che passi l’esame di ammissibilità la proposta di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contribuzione e penalizzazioni, i nuovi metodi che sembrano andare avanti sono principalmente tre: il sistema di quota 100 in due versioni, cioè con l’uscita a 64 anni e non più a 60 e con penalizzazioni al 12%, o con l’uscita a 62 anni, ma con penalizzazioni molte più alte intorno al 20%-30%; l'assegno universale con mini pensione, che prevede la possibilità di uscita tre anni prima per chi rimane senza lavoro con un assegno di circa mille euro che in parte dovrà essere restituito una volta maturata la normale pensione; e l’estensione del contributivo donna anche per gli uomini che permetterebbe di andare in pensione a 62 anni con penalizzazioni alte e/o ricalcolo dell'assegno con metodo contributivo. Le alte penalizzazioni in questo caso verrebbero alleggerite dalla mini pensione.

L'assegno universale sembra al momento il metodo più fattibile, anche se non è la soluzione pensioni di uscita prima per tutti ma un sostegno per chi si ritrova in difficoltà per la perdita del lavoro e non può ancora andare in pensione. Tutto, dunque, sembra ancora in ballo e bisognerà vedere come andrà l’esame in Commissione Finanza, quello che potrebbe essere l’ostacolo più grande da superare considerando che richiama anche la Ragioneria di Stato, la stessa che nel corso di questi ultimi anno ha bloccato ogni cambiamento pensionistico per mancanza di soldi.

In merito a quest’ultimo tema, bisognerà poi vedere in cosa saranno investiti quei soldi in più, circa 3 miliardi di euro, concessi dall’Ue al nostro Paese. Potrebbero, infatti, usati per cambiare le pensioni ma si discute anche dell’ipotesi di un loro impiego per ridurre la tassazione, soprattutto per la riduzione dell’Ires già dal prossimo 2016, come si era ipotizzato, senza aspettare necessariamente il 2017.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il