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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, assegno universale, staffetta è scontro in riunioni. Eliminati duemila emendamenti

Emendamenti su novità pensioni ancora in discussione e cosa si farà realmente? Cosa prevedono le proposte di cambiamento al vaglio e situazione




E’ stata presentata una valanga di emendamenti alla nuova Manovra, ma ad oggi, su 3.600, ben due mila sono stati già cancellati, intanto le discussioni proseguono in vista del voto finale di sabato per poi riprenderle in Aula. Sul tavolo diverse proposte che stanno creando scontri e polemiche tra le diverse forze politiche, tanto che i relatori stanno lavorando per non arrivare al voto in Commissioni e quindi in Aula, dove potrebbero profilarsi strane alleanze volte all’approvazione di novità ormai necessarie.

Vanno avanti misure pensionistiche che prevedono piani di quota 41, soprattutto per sostenere usuranti e precoci che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, dando la possibilità di uscita per tutti con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. E mentre sembra piuttosto difficile che passi l’esame di ammissibilità la proposta di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contribuzione e penalizzazioni, vanno avanti anche i nuovi metodi proposti.

Tre in particolare: due versioni di quota 100, che prevedono l’uscita con quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e uscita con quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60; il contributivo donna da estendere anche agli uomini e anch’esso verrebbe con una mini pensione per rendere più leggere le penalizzazioni, che sono intorno al 25, 30%, a carico del lavoratore che decide di uscire prima; e l’assegno universale per gli over 55 cui manca qualche anno al raggiungimento della pensione finale, del valore di circa mille euro lordi, e da restituire in parte una volta maturati i normali requisiti.

Gli scontri eventuali sulle misure, tra chi ne è contrario e chi ne è favorevole, potrebbero portare, come detto, ad accordi inaspettati, come quello, annunciato, tra il gruppo di Cuperlo e il Movimento 5 Stelle che spingerebbero per l’approvazione dell'assegno universale, per la cancellazione della staffetta e l’introduzione di un metodo nuovo per andare in pensione prima. La situazione, come è evidente, continua ad essere confusa e ingarbugliata, mentre le riunioni continuano ma è abbastanza evidente che le richieste che insistono su uscita prima e assegno universale dovranno essere in qualche modo soddisfatte per evitare ulteriori scontri. Sono troppe, infatti, le forze politiche e sociali che le rilanciano, segno tangibile che sta diventando sempre più urgente cambiare le pensioni nper sostenere una migliore qualità della vita di lavoratori e già pensionati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il