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Pensioni ultime notizie continua il lavoro dei relatori si cercano misure condivisibili da tutti per evitare pericolose alleanze

I relatori del testo della nuova Manovra a lavoro per accordi su cambiamenti da approvare e sostenuti da tutti: novità pensioni e prospettive prossimi giorni




Dopo la valanga di cambiamenti presentati alla nuova Manovra, ben 3.600, di cui due mila sono stati già cancellati, i relatori del provvedimento e il governo lavorano a ulteriori misure da rivedere in discussione in Commissione da oggi in vista dell'approdo in Aula del testo lunedì. Considerando le novità e ultime notizie su scontri interni, posizioni decisamente divergenti e mancanze di accordi, è possibile anche che slitti di qualche giorno. Proprio per evitare che, a causa di questi scontri tra forze politiche, si creino alleanze ‘particolari, come quella annunciata tra il gruppo di Cuperlo e il Movimento 5 Stelle, che, per quanto riguarda il capitolo pensioni, spingerebbero per l’approvazione dell'assegno universale, per la cancellazione della staffetta e l’introduzione di un metodo nuovo per andare in pensione prima, i relatori cercano un accordo in queste ore.

Le riunioni intanto continuano e i cambiamenti pensionistici ancora al centro del dibattito riguardano soprattutto i nuovi metodi proposti, dalle due versioni di quota 100, che prevedono l’uscita con quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e uscita con quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60; al contributivo donna da estendere anche agli uomini e anch’esso con una mini pensione per rendere più leggere le penalizzazioni, che sono intorno al 25, 30%, a carico del lavoratore che decide di uscire prima.

Ma c’è anche l’assegno universale per gli over 55, che, secondo quanto previsto nella sua formulazione con mini pensione, verrebbe erogato a coloro cui manca qualche anno al raggiungimento della pensione finale, del valore di circa mille euro lordi, e che dovrà essere restituito in parte una volta maturati i normali requisiti pensionistici attualmente richiesti. Quest’ultimo sistema sarebbe quello più probabile anche se, come lamentato da molti, non è una vera e propria soluzione alle pensioni per uscire prima ma rappresenta più che altro un passo per adeguarsi al modello europeo, visto che si tratta di una misura di sostegno sociale che già esiste in quasi tutti gli altri Paesi Europei.

E proprio per adeguamento a quest’ottica europea, qualche settimana fa, anche il ministro dell’Economia aveva aperto all’assegno universale ma a nient’altro, continuano a ribadire di lasciare ancora così com’è l’attuale legge pensioni. Questa dichiarazione potrebbe far pensare che eventuali novità ancora in ballo e che sembrano essere in via di approvazione, potrebbero in realtà essere nuovamente bloccate in Commissione Finanza.

Ma, se si decidesse davvero di intervenire, il capitolo pensioni, insieme a quello dei tagli di Province e Regioni, potrebbero essere affrontati alla Camera. Sempre in seconda lettura, poi, il governo punterebbe anche a trovare un finanziamento più corposo dei 300 milioni già stanziati per lo sblocco dei contratti del pubblico, al momento ‘insufficienti’ secondo i sindacati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il