BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 101, quota 41 si attendono pacchetto relatori seppur difficile presenti cambiamenti

L'esecutivo punta a chiudere la partita della manovra al Senato entro la prossima settiamana. Novità sulle pensioni solo alla Camera?




Entro il 20 novembre 2015 la manovra deve essere approvato dal Senato. Si tratta dell'imperativo dell'esecutivo che punta ad accelerare in vista del via libera entro la fine dell'anno, e dunque ad avere entro la prossima settimana il quadro più chiaro anche in relazione alle novità e ai cambiamenti da introdurre nelle pensioni. Una grossa mano nel percorso di semplificazione delle tante proposte avanzate è arrivato dalla commissione Bilancio che ha stroncato molte soluzioni prospettate per il miglioramento del sistema previdenziale italiano a causa dell'assenza di vere coperture economiche. Ma le trattative sono ancora in corso e, anzi, con il passaggio alla Camera, dovrebbero diventare più serrate.

Relatori del Partito democratico e sinistra dem hanno di fatto rinviato il confronto, anche perché si attendere di capire se Bruxelles concederà la clausola migranti che permetterebbe a Palazzo Chigi di sfruttare 3,3 miliardi di euro di flessibilità. In questo contesto, la parte che fa riferimento alla commissione Lavoro a Montecitorio chiede un collegato alla manovra che fissi tempi e obiettivi certi sulle pensioni. In tutti i casi, non c'è e non ci sarà spazio nella manovra per la maggior parte dei cambiamenti oggetto di discussioni nelle scorse settimane.

Resteranno dunque fermi in un cassetto i disegni di legge sull'applicazione di quota 100, quota 101 (o quota 41 per i lavoratori precoci) ovvero della somma fra età anagrafica ed età contributiva da raggiungere per andare in pensione, sulla staffetta generazionale da far passare gradualmente attraverso il part time, sull'introduzione di una penalizzazione non superiore all'8% per chi si ritira prima del raggiungimento di 62 anni di età e il versamento di 35 anni di contributi, sul ricalcolo dell'assegno per tutti con il contributivo, sulle mini pensioni per chi si trova a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per il congedo.

In ogni caso, non vanno messi in conto stravolgimenti dell'attuale legge previdenziale, se non dei ritocchi migliorativi anche rispetto alle proposte dell'esecutivo. Le mosse del premier sono andate in tre direzioni. La prima è di prorogare di un solo anno il contributivo donna, consentendo così il ritiro a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi alle dipendenti o a 58 anni e 3 mesi alle autonome. La seconda è di introdurre una sorta di staffetta ibrida che si concretizza nella possibilità per i lavoratori 63enni a cui mancano 3 anni alla pensione di concordare il part time con il proprio datore ma con il versamento di tutti i contributi e del 65% dello stipendio. Infine, la previsione dal 2017 di aumentare la soglia di reddito entro la quale i pensionati non sono tenuti al versamento Irpef.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il