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Pensioni ultime notizie accordo opposizione interna Pd e relatori su cambiamenti. Non eliminati ma sospesi mini pensioni,quota 101

Solo dopo l'approdo della manovra alla Camera dei deputati, riprenderà in maniera più vigorosa il confronto sulle pensioni.




La rotta su novità e cambiamenti sulle pensioni è stata già tracciata. Da qui al 20 novembre 2015, giorno entro il quale l'esecutivo vuole chiudere la partita della manovra in Senato, non ci saranno scossoni all'interno delle due anime del Partito democratico. Poi, quando il documento approderà alla Camera dei deputati, il confronto riprenderà su tutti i temi caldi, tra cui quello della previdenza. Il percorso è comunque tutto in salita perché sarà difficile riuscire a coniugare le legittime pretese di maggiore equità sociale con i pochi margini economici a disposizione per poter investire sulle pensioni. A tal riguardo è emblematico che tutte le misure inserite nella manovra sono finanziate con una stretta sull'indicizzazione degli assegni più alti.

Qualche speranza in più di riuscire a intervenire in maniera più incisiva, ma comunque senza mettere in conto grandi rivoluzioni, potrebbe arrivare dalla concessione della clausola migranti da parte dell'Unione europea. In buona sostanza si stratta di allentare i rigidi vincoli sul rapporto tra deficit e Pil per andare incontro alla spese straordinarie sostenute dall'esecutivo. In ballo ci sono circa 3 miliardi di euro, parte dei quali potrebbe essere appunto girata sulle pensioni. In attesa di capire quale luce del semaforo sarà accesa, i cambiamenti prospettati sono di fatto congelati. Non resta dunque che attendere, tenendo sempre ben presente che il varo della manovra è inderogabilmente previsto entro la fine dell'anno.

Non ci sarà comunque posto per l'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per poter accedere al trattamento previdenziale, per l'introduzione delle cosiddette mini pensioni per favorire il ritiro con qualche anno di anticipo, per la soluzione del part time per dare il via a in vero turn over generazionale obbligatorio nei posti di lavoro e rilanciare competitività e produttività, per il ricalcolo di tutti gli assegni per tutti con il metodo contributivo, per la cosiddetta soluzione ibrida immaginata dal presidente dal presidente dell'Inps e dal premier. Questi strumenti hanno un costo che viene ritenuto eccessivo per lo Stato.

La base del ragionamento è rappresentata dalla misure inserite nella manovra ovvero l'aumento della no tax area dal 2017 cioè la soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l'Irpef, la proroga del contributivo donna per le lavoratrici che intendono lasciare l'occupazione con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età, l'accompagnamento dei lavoratori più anziani al pensionamento in maniera attiva attraverso la cosiddetta staffetta ibrida.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il