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Pensioni mini pensioni, riforma imposte, quota 100, nuovi dati economici, riforma università: ultime sabato oggi

Probabili novità pensioni solo tra due anni come confermano diverse recenti affermati e ultime notizie sull’andamento economico d’Italia




E’ possibile che si dovrà ancora aspettare due anni per vedere realizzate novità pensioni secondo quanto lasciato intendere dal viceministro Morando, ma secondo le ultime notizie si continua a lavorare per ulteriori cambiamenti imminenti. Gli ultimi dati su andamento Pil italiano e debito pubblico. Come potrebbe cambiare l’Università.

Pensioni mini pensioni, quota 100: Nuove conferme da parte di esponenti dell’esecutivo che cambiamenti pensionistici potranno avvenire solo tra due anni. A lasciare intendere questa possibilità, il viceministro dell’Economia Morando, da sempre contrario a cambiamenti pensionistici e cui ha aperto solo recentemente ma solo a condizione che si trattasse si misure a costo zero per lo Stato. Morando è sempre stata tra le autorevoli personalità a dire sempre la verità e in recenti occasioni ha detto che sulle pensioni si tornerà a lavorare solo tra due anni. Anche sottosegretario Zanetti e commissario per la spending review Gutgeld hanno spiegato che sarebbe meglio rimettere mano alla questione dal prossimo anno e questa non è una novità, considerando che nella stessa agenda di lavoro del premier Renzi si fa riferimenti alle pensioni nel 2017, alle tasse nel 2016 e alla casa nel 2015. Si è sempre detto che il blocco di cambiamenti pensionistici dipende dalla mancanza di risorse economiche, i realtà, dipende dalla volontà politica. Se, infatti, l'esecutivo avesse voluto, e volesse, davvero agire sulle pensioni, sarebbe riuscito a recuperare le risorse economiche necessarie, così come del resto ha fatto per abolire la Tasi sulla prima casa o l’Imu sui terreni agricoli. Ma ogni cambiamenti rientra in un preciso disegno di lavoro, come spiegato dall’agenda di governo, che prevedeva la casa quest’anno, imprese e taglio della tassazione il prossimo anno, per poi arrivare alle pensioni tra due anni. Ecco, dunque, che ancora una volta Morando ha soltanto ribadito quanto già nell’agenda del premier. Si studia, intanto, una delega lunga da presentare l’anno prossimo e rendere operativa con i decreti attuativi tra due anni e che, in primis, dovrà contenere piani  per anticipare  le uscite per tutti con relativi piani di finanziamento della misura.

Riforma imposte: Diventa reato di omessa dichiarazione del sostituto d'imposta la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi, novità che, seppur recente, potrebbe valere già per le dichiarazioni del sostituto di quest'anno. Il termine per la presentazione della dichiarazione di sostituto è scaduto il 21 settembre 2015, cioè prima dell'entrata in vigore del nuovo dl, ma nella relazione si legge che bisogna considerare che, secondo le regole già vigenti per l'omessa presentazione di dichiarazioni dei redditi e Iva, la dichiarazione non si considera omessa se presentata entro i successivi novanta giorni dalla scadenza del termine originario, cioè entro il 20 dicembre 2015. Fino ad allora, dunque, non vi sarà alcun reato i responsabili rischiano sanzioni pesanti, compresa la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 4 anni per chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d'imposta, quando l'ammontare delle ritenute non versate è superiore a 50 mila euro.

Nuovi dati economici: Sale ancora nel terzo trimestre del 2015 il Pil, dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% su base annua. Secondo i recenti dati Istat, la crescita congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto in tutti i principali comparti (agricoltura, industria e servizi). Ma, secondo Bankitalia, a settembre è aumentato il debito delle amministrazioni pubbliche di 7 miliardi, arrivando a 2.191,7 miliardi. Secondo Bankitalia, l'aumento è stato determinato dal fabbisogno del mese (17,9 miliardi), in parte compensato dalla diminuzione (9,7 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro (64 miliardi; 51,6 mld a settembre del 2014); complessivamente la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione, il lieve apprezzamento dell'euro e gli scarti di emissione hanno diminuito il debito per 1,2 miliardi. L’incremento del debito della P.A. riflette, in particolare, quello delle amministrazioni centrali (7,1 miliardi).

Riforma università: Si prepara a cambiare l'Università italiana. Semplificazione amministrativa, maggiore diritto allo studio, revisione del sistema di valutazione i punti cardine su cui dovrebbe fondarsi la nuova riforma dell'Università. Tra le novità possibili, in particolare, il ruolo dei docenti che dovranno assicurare, tra cattedra e laboratorio, almeno 120 ore di didattica l’anno; la valutazione degli atenei anche attraverso gli insegnanti e capacità di innovare la didattica e saranno giudicati per quanto fanno e anche per il tasso di occupazione dei giovani a un anno, due o tre di distanza. Intanto, sono stati già inseriti nella nuova Manovra i fondi per l’assunzione di 1.000 ricercatori ai quali si aggiungeranno i 500 cervelli, italiani o stranieri, senza distinzioni.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il