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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni, staffetta annuncio ufficiale da relatori su novità ancora fattibili

Dopo cambiamenti confermati e alcuni cancellati rinvio discussione novità pensioni alla Camera: di cosa di parlerà e prospettive




Dopo la conferma della staffetta, della cancellazione delle penalizzazioni per usuranti e precoci, e dell’estensione del contributivo donna, le ultime notizie sulle pensioni si concentrano sull'annuncio dei relatori dell’accordo con i contrari interni al Pd di rimandare le questioni più importanti alla Camera. Il testo della nuova Manovra dovrebbe approdare in Aula lunedì, o anche martedì, e la discussione dovrà terminare entro il 20 novembre. Il rinvio alla Camera sembra essersi reso necessario innanzitutto per avere più tempo per analizzare i nuovi metodi in prova proposti e da far passere subito, quindi per definire i fondi necessari, ma anche per evitare scontri e la nascita di strane alleanze tra le diverse forze politiche.

Il gruppo di Cuperlo, per esempio, si era detto già pronto ad alleanze con il M5S con cui avrebbe potuto portare avanti diverse ipotesi di lavoro sulle pensioni, a partire dall’assegno universale. Ma vien da chiedersi cosa effettivamente potrà ancora cambiare per le pensioni entro l’anno? I più scettici (o forse realisti) ritengono che ormai sia troppo difficile riuscire ad approvare uno di quei metodi in prova proposti, così come ulteriori cambiamenti rispetto a quelli già approvati, perchè, nonostante i nuovo fondi concessi dall’Ue, vi sono altre misure al vaglio ma soprattutto considerando le affermazioni di esponenti dell’esecutivo secondo cui prima di due anni non si farà nulla di nuovo e concreto sulle pensioni.

Non è difficile immaginare che possa andare effettivamente così: anche se i relatori alla Manovra hanno annunciato un accordo e un rinvio delle discussioni pensionistiche alla Camera, è anche vero che, nonostante le infinite discussioni che si sono susseguite nel corso di questi mesi, e le proposte di cambiamento che tutt’ora continuano ad arrivare, l’esecutivo, avuta disponibilità di soldi, si è sempre orientato verso altri cambiamenti considerati prioritari rispetto alle pensioni. Inoltre, nello stesso piano di lavoro di Renzi il 2017 è l’anno delle pensioni, il 2015 della casa e il 2016 delle tasse.

Nei prossimi giorni, comunque, continueranno incontri e trattative con l’attenzione principalmente puntata sui metodi in prova che, si spera ancora, vengano approvati subito e che prevedono assegno universale con mini pensione erogata sotto forma di prestito e due versioni di quota 100, un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e piano di quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il