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Rinnovi contratti statali, forze dell'ordine, dipendenti pubblici e aumento stipendi, sblocco: novità settimana

Sembrano non esserci spazi di manovra per il rinnovo del contratto degli statali. L'esecutivo non si smuove dalla cifra iniziale.




Nessun ammorbidimento della posizione dell'esecutivo in merito allo sblocco del contratto degli statali. Costretto dall'Alta Corte al rinnovo dopo sei anni di congelamento, non ha intenzione di smuoversi dalla somma prevista di 300 milioni di euro. E anche se si traducono in un aumento medio di circa 10 euro lordi al mese, dal Ministero della Semplificazione e la Pubblica Amministrazione fanno sapere che la bassa inflazione degli ultimi anni e il bonus di 80 euro compensano il basso aumento in busta paga. La somma sarà distribuita anche tra le forze dell'ordine e comunque tra i soli lavoratori dei comparti centrali.

Quel che è certo è l'opposizione dei sindacati, pronti a scendere in piazza il 28 novembre. Sono stati chiamati a raccolta i lavoratori di servizi pubblici locali, funzioni centrali, scuola, università e ricerca, sicurezza e soccorso, sanità. Un'altra novità della settimana è la salvaguardia delle aspettative retributive dei dipendenti, per via della costituzione dei Fondi unici di amministrazione 2015 dei Ministeri, in seguito alla assegnazione delle risorse richieste grazie dell'adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

In buona sostanza si tratta dello sblocco di circa 80 milioni di euro per premi di produttività per gli statali. Si tratta di una decisione che potrebbe avere ripercussioni sulla rigidità del governo a concedere altri fondi per sbloccare i contratti dei dipendenti pubblici. La svolta è arrivata con l'ultima riunione al Ministero dell'Economia e delle Finanze tra sottosegretari, il capo dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi, e gli esponenti delle organizzazioni sindacali.

A proposito di forze dell'ordine, fa parte della volontà di concentrare e ottimizzare la presenza dello Stato anche la razionalizzazione delle forze di polizia che per ora si traduce nella soppressione del Corpo forestale dello Stato e in un maggior coordinamento di tutte le forze che operano in mare, con eventuale integrazione tra Marina militare e capitanerie di porto. Il tema è stato oggetto di aspre polemiche perché la confluenza della Guardia forestale in un'altra forza evoca per qualcuno il rischio di un minor tutela rispetto ai reati ambientali. In realtà in un primo momento l'esecutivo aveva forse pensato di spingersi anche più in là, proponendo una forte integrazione tra i vari corpi di polizia. Dal punto di vista del cittadino ci sarà sicuramente un effetto visibile: l'unificazione dei numeri di emergenza nel 112 europeo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il