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Partita Iva nuovo regime minimi e partita iva ordinaria per tutti professionisti 2016: tasse, aliquote,cosa cambia e come funziona

Ecco come cambieranno le partite Iva dal 2016. L'attuale regime dei minimi confluisce nel regime unico forfettario. Coefficienti differenti per categoria.




Da una parte il regime dei minimi delle partite Iva scompare ovvero viene assorbito nel regime unico forfettario 2016 che per alcuni aspetti richiama proprio il precedente regime agevolato. Dall'altra le partita Iva in regime ordinario vedono aumentare il loro livello di tutela nei confronti dei committenti e anche in caso di maternità per le lavoratrici, anche se neanche lontanamente paragonabile con la situazione dei lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato o meno. Sono queste le coordinate seguite dall'esecutivo Renzi che entro la fine dell'anno vedrà il parlamento approvare la nuova manovra. Attualmente il testo si trova in Senato, in attesa di passare alla Camera dei deputati dopo il 20 novembre.

Tuttavia, il passato insegna che i cambiamenti, improvvisi e sostanziali, sono sempre dietro l'angolo per cui il quadro definitivo si avrà solo con il via libera delle due Camere. Per quanto riguarda il regime agevolato, limita l'imposta dovuta viene confermata al 5% degli utili dichiarati per i primi cinque anni per poi salire al 15%. A differenza di quanto accade finora con il regime dei minimi, e può essere dunque mantenuto anche oltre cinque anni e al di là del compimento del 35esimo anno di età. In linea di massima, il requisito principale per poter aderire o rimanere nel regime è il tetto massimo di ricavi pari a 30.000 euro in base all'attività esercitata. Le modifiche attualmente in discussione nella manovra di Palazzo Chigi, ora in Senato in attesa di passare alla Camera dopo la fine della prossima settimana, non contemplano il pagamento di Iva e Irap da parte dei contribuenti.

Per il calcolo dell'imponibile si tengono presenti ricavi coefficienti differenti per categoria: sono al 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% con reddito massimo a 30.00 euro per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, al 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

Tra le novità della settimana, si segnalano ai fini dell'interpretazione delle decisioni dell'esecutivo in merito al trattamento fiscale dei lavoratori autonomi, i dati aggiornati a settembre di quest'anno dell'Osservatorio partite Iva, secondo cui è stato registrato un nuovo aumento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Percentuali al rialzo per società di capitali e persone fisiche, decisamente al ribasso per le società di persone. E ancora, incrementi significativi in provincia di Trento, Sardegna e Toscana, cali in Molise, Marche e Campania. Tra i settori in crescita ci sono istruzione, agricoltura, sanità e assistenza sociale. Decise flessioni nei trasporti, nelle attività immobiliari e nell'edilizia. Il 33% del totale delle nuove aperture di Partite Iva sono con il regime dei minimi o con il regime forfettario che, dal 2016, confluiranno appunto in un regime unico.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il