Cuneo Fiscale in Italia: l'UE da il via libera. I sindacati protestano per la cassa integrazione

Sul tavolo del Consiglio dei ministri la misura estesa, dopo le osservazioni di Bruxelles, alle banche e alle assicurazioni. Sarà operativo da giugno, con un valore a regime di 7 miliardi di euro. Ma i sindacati dei bancari protestano



Approderà nelle prossime ore in Consiglio dei ministri il decreto legge che formalizzerà il taglio del cuneo fiscale. All'ordine del giorno della riunione di governo, prevista alle ore 15, infatti, come recita il comunicato di Palazzo Chigi, c'è il decreto legge relativo agli "adempimenti comunitari in materia fiscale e di apertura dei mercati". Il provvedimento dovrebbe prevedere l'estensione del beneficio anche a banche e assicurazioni in risposta cosi' alle osservazioni della Commissione Ue. Saranno rese cosi' operative, con alcuni ritocchi, le norme varate con la finanziaria 2007 con cui ridurre del 5% il carico fiscale per le imprese attraverso l'esclusione, dalla base imponibile Irap, di alcune voci legate al costo del lavoro. Il provvedimento a regime farà affluire al sistema delle imprese circa 7 miliardi di euro.

Il ministro per le Politiche comunitarie, Emma Bonino, ha confermato il via libera alla misura puntualizzando che "si adempirà alle indicazioni europee. Il governo farà un decreto legge domani tenendo conto delle indicazioni di Bruxelles". Il cuneo fiscale è stato uno degli argomenti di cui il presidente del Consiglio Romano Prodi ha parlato con il presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Durao Barroso, nella sua visita a Strasburgo.
"Ho parlato anche di questo", ha detto Prodi ai giornalisti.
La Commissione Ue, attraverso una la commissaria alla concorrenza Neelie Kroes, aveva chiesto all'Italia di modificare il decreto sul cuneo fiscale e di estendere gli sgravi anche ai settori delle banche e delle assicurazioni. Gli sgravi saranno estesi a banche e assicurazioni e saranno operativi dal prossimo versamento di giugno. Con le modifiche annunciate, il via libera di Bruxelles dovrebbe essere solo una formalità.

Meno scontato la situazione sul fronte interno. I sindacati dei bancari Fabi, Fisac, Fiba, Uilca, Sinfub, Falcri, Silca, Ugl credito e Dircredito in una nota congiunta hanno protestato contro la misura che il governo si appresta a varare, "con il quale verrebbe estesa al settore del credito la Cassa Integrazione". Si legge nella nota: "Si tratterebbe di un provvedimento poco meditato, che influenzerebbe pesantemente - spiegano i sindacati - le prospettive del Fondo di settore, a suo tempo definito con accordo tra le parti. L'aspetto, poi, più grave è rappresentato dal fatto che sui lavoratori verrebbe a gravare una ulteriore esazione contributiva dello 0,30%. A nostro avviso, non è possibile che l'estensione alle banche dei vantaggi del cuneo fiscale venga pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore".

I sindacati nella nota ricordano di aver sollecitato "il governo a riconoscere alle banche il cuneo fiscale, purché si impegnassero in una politica di occupazione stabile. E' evidente che dinanzi ad un provvedimento che interviene per decreto sulla materia non potremo che reagire in modo molto negativo e con un'opposizione molto dura. Siamo disponibili, una volta definito l'accordo interconfederale sulla revisione e l'ammodernamento degli ammortizzatori sociali, ad incontrare l'Abi ed il Governo per valutare il funzionamento del 'Fondo esuberi di settore' alla luce delle eventuali modifiche intervenute. Nel contempo siamo altrettanto fermi nel respingere colpi di mano tanto improvvidi".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il