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Pensioni ultime notizie quali speranze ci sono ancora e su quali cambiamenti dopo l'eliminazione

Dopo la cancellazione di tantissimi cambiamenti presentati cosa potrebbe ancora essere approvato per cambiare le pensioni attuali. Le ultime novità su meccanismi ancora in discussione




All’indomani della cancellazione di tantissimi cambiamenti presentati e di discussioni ancora in corso, ci si chiede quali novità concrete ci si può attendere davvero ancora. Si tratta di una domanda a cui tanti vorrebbero risposte positive ma per cui al momento non vi è alcuna certezza. Anzi, il timore, sempre più reale, è che ancora una volta quest’anno possa chiudersi senza alcun cambiamento per l’attuale legge pensioni. Secondo le ultime notizie, al momento sembrerebbero confermate solo la staffetta per gli over 63 e la cancellazione delle penalizzazioni per precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima.

Sembra confermata anche l’ipotesi del nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni dal 2017, mentre si continua a discutere di estensione del contributivo donna anche agli uomini e per gli altri cambiamenti ci sono ancora speranze visto l’accordo raggiunto tra oppositori del Pd e relatori di portare i temi più importanti, come pensioni, Canone Rai, sanità, Regioni, alla Camera. Due i motivi che hanno portato a rimandare tutto alla Camera: il primo riguarda nuovi fondi che potrebbero arrivare e che bisogna capire come utilizzare; il secondo riguarderebbe un’analisi necessaria di cosa si potrebbe effettivamente fare per permettere a tutti di uscire prima dal lavoro, studiando bene i nuovi metodi presentati.

La speranza di novità rimane sia su cambiamenti minori, come cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo, sia per miglioramenti della staffetta, che per l’approvazione di almeno uno dei metodi nuovi in prova. Questi ultimi prevedono due versioni di quota 100, il primo di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e il secondo di uscita con quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100.

Ma anche estensione del contributivo donna e assegno universale con mini pensioni. Nel primo caso si tratta, come ben comprensibile, della possibilità di allargare questo meccanismo di uscita prima anche per gli uomini e insieme ad una mini pensione per alleggerire le penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima e che in questo caso sono decisamente elevate, visto che si aggirano sul 25, 30%. Per quanto riguarda l'assegno universale con la mini pensioni, in questo caso, il lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale può uscire prima percependo un assegno lordo di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito, per cui, maturati i normali requisiti pensionistici, dovrà restituire parte di quanto percepito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il