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Pensioni ultime notizie prospettive settimana e novità prossimi giorni attese quota 100, quota 41, assegno universale, quota 101

Si è chiusa una importantissima settimana di discussioni sulle pensioni: novità nei prossimi giorni alla Camera. Cosa potrebbero prevedere?




Si è chiusa una importantissima settimana di discussioni su diversi fronti che stanno impegnando l’esecutivo in vista dell’approvazione finale della Manovra 2016. E tra i fronti caldi c’è certamente quello delle pensioni e dei cambiamenti di cui si discute ormai da mesi, da quota 100 a 101, 41, mini pensione, assegno universale e nuovi metodi: le novità ad oggi confermano ulteriori iniziative in diverse regioni di Italia e casi di imprese private che hanno già approvato cambiamenti pensionistici, nell’attesa di soluzioni universali per tutti. Tra i casi più recenti quello di Luxottica che, dal primo dicembre, avvierà la staffetta per sostenere il ricambio generazionale a lavoro e lo stesso esecutivo valuterà i risultati conseguiti per capire se estenderla a livello nazionale.

Passando ai casi delle regioni, in Friuli Venezia Giulia è partito l’assegno universale che prevede l’erogazione di 550 euro al mese per un massimo di due anni a chi è residente nella Regione da almeno due anni, ha un Isee inferiore ai 6.000 euro annui, e rientra in un Patto d’inclusione che può prevedere formazione, ricerca lavoro e attività socialmente utili. Anche in Molise e Lombardia e a Trento è stato già approvato l’assegno universale per le categorie di persone più povere, mentre in Piemonte è previsto un anticipo della pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione ma, una volta maturati i normali requisiti richiesti, questo prestito dovrà essere restituito in parte.

In Sicilia è stato, invece, approvato il piano quota 100 per i dipendenti in esubero della Regione; mentre in Calabria è stato approvato uno scivolo di accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione che, fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, prevede l’erogazione di un’indennità in cambio dell’uscita dal lavoro dei lavoratori più anziani per favorire l’assunzione di nuovi giovani.

Anche in Puglia da qualche giorno è attivo l’assegno universale di 600 euro al mese per 20mila famiglie, corrispondenti a circa 60mila pugliesi ogni anno. Anche in questo caso, per richiedere l'assegno universale bisognerà dimostrare di far parte di un percorso di formazione o tirocinio. La domanda di accesso alla misura deve essere presentata dai richiedenti, tramite una piattaforma unica regionale, al Servizio sociale dei Comuni territorialmente competenti, con apposito modello contenente dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà, che attestano il possesso dei requisiti previsti per l'accesso alla misura, e tramite apposita piattaforma telematica.

E mentre le singole regioni si muovono, è possibile che in settimana arrivino novità universali dall’esecutivo. Le notizie, eventuali, di cambiamento dovrebbero interessare i nuovi metodi di uscita con quota 100 a 64 anni e non più a 60 con penalità del 12% e mini pensione per alleggerire le decurtazioni; estensione del contributivo donna anche agli uomini combinato con la mini pensione per rendere, anche in questo caso, meno pesanti le penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima, visto che per il contributivo donna oggi in vigore le penalizzazioni si aggirano sul 25, 30%; erogazione dell'assegno universale con la mini pensioni, per sostenere l’uscita di lavoratori che in età avanzata restano senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale. L’assegno sarà di circa mille euro e, maturati i requisiti pensionistici vigenti, dovrà essere in parte restituito. Queste sono le misure di cui si discuterà da lunedì o martedì alla Camera e che, secondo l’annuncio recente dei relatori, potrebbero ancora essere approvate.

Di certo c’è che, insieme alla cancellazione delle penalizzazioni per precoci e usuranti, staffetta e contributivo donna, i cambiamenti approvati ad oggi sono negativi, dal nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo dal 2017; al taglio del fondo per precoci e usuranti già approvato; ad altri tagli che erano nei piani dell’esecutivo e da cui si sarebbero dovute ricavare nuove risorse ma che sono stati piuttosto labili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il