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Pensioni ultime notizie i cambiamenti tra mini pensioni, quota 100, assegno universale, staffetta realizzabili ancora e motivi

Quali metodi di cambiamento delle pensioni possono ancora essere realizzati e cosa prevedono: le ultime novità in vista dell’arrivo del testo alla Camera




Cancellati i cambiamenti di quota 100 e mini pensione, mentre sono state confermate l'estensione del contributivo donna e la cancellazione delle penalizzazioni per precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima, anche se è stato confermato il taglio di 140 milioni al fondo loro destinato: queste le novità sulle pensioni all'indomani delle discussioni in Commissione Bilancio. I cambiamenti cancellati sono stati giudicati inammissibili per mancanza di coperture economiche, mentre gli altri metodi in prova e, in generale, tutti gli altri temi più controversi, vale a dire sanità, Regioni, capitolo giochi, Canone Rai in bolletta elettrica, sono stati rimandati alla Camera, dove il testo dovrebbe approdare entro il 20 novembre.

E' stata confermata anche la staffetta e il ministro del Lavoro spiegato che, nonostante le lamentele di molti secondo cui così come prospettata dall'esecutivo non avrebbe alcun vantaggio, il part-time apre a un percorso di ricambio generazionale a lavoro e rappresenta il primo passo verso ulteriori cambiamenti che renderanno più flessibile la pensione di tutti, ma solo dal prossimo anno. E’ stato confermato anche il nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni dal 2017, mentre, come detto, i nuovi metodi in prova potrebbero approdare alla Camera, dopo l’accordo raggiunto tra oppositori del Pd e relatori.

Fino al 20 novembre si avrebbe, infatti, il tempo si di valutare eventuali costi e benefici di questi metodi nuovi sia di capire cosa deciderà l’Ue sulla concessione dei nuovi fondi all’Italia. Ricordiamo che i metodi in prova di cui si tornerà a discutere prevedono due versioni di quota 100, il primo di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e il secondo di uscita con quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100; e l’estensione del contributivo donna anche per gli uomini e insieme ad una mini pensione per alleggerire le penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima e che in questo caso sono decisamente elevate, visto che si aggirano sul 25, 30%.

Prevista anche l’ipotesi di assegno universale con la mini pensioni, sistema che permetterebbe al lavoratore in età avanzata che resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale di uscire prima percependo un assegno lordo di circa mille euro. Questo assegno, erogato come un prestito, dovrà restituito in parte una volta raggiunta la normale pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il