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Pensioni ultime notizie piano INPS i punti non detti per novità pensioni quota 100, quota 41, riforma credito: novità oggi martedì

Non solo discussioni su prossime novità pensioni ma anche ultime notizie su misure progetti Inps sostenute a sorpresa dall'esecutivo insieme alla riforma del QE che porterebbe un indiretto beneficio




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 19:34 oggi martedì 17 Novembre): Se ci fossero nuove tasse sulle pensioni per favorire le novità sulle pensioni stesse, il piano dell'esecutivo sarebbe quello di promuovere i cambiamenti indicati dalla stessa INPS con una serie di cambiamenti a 360 gradi. Il primo, secondo le ultime e ultimissime notizie confermate tra l'altro anche dal Ministro dell'Economia ad oggi, sarebbe quello di una totale revisione profonda e radicale delle detrazioni e dei bonus di cui i cittadini possono godere a livello fiscale. Come dimostrato dallo stesso Istituto di Previdenza molti di questi arrivano a famiglie che non ne hanno realmente bisogno o non riescano sia per somme di denaro erogate che per utilizzo essere veramente efficaci e validi disperdendosi in una marea di rivoli inutili. E l'idea di intervenire sulle detrazioni non è solo nel programma iniziale di Renzi e dei suoi consiglieri economici, ma, come detto prima, è già stato confermato anche dal responsabile dell'economia in una intervista di circa un mese fa al SOLE.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 17:16 oggi martedì 17 Novembre):  Vi sono degli indizi da pochi conosciuti fino ad oggi, che confermano che il progetto INPS sulle novità per le pensioni era condiviso dall'esecutivo (sia i punti che il rilascio pubblico) come il fatto che più volte prima dell'annuncio al pubblico si erano incontrati il premier e il presidente dell'Istituto di Previdenza nella stessa settimana. E in diversi commentatori, nelle ultime notizie e ultimissime, hanno parlato di un lancio concordato, quasi per capire che effetto facesse alla gente, un sondaggio pubblico visto che il piano è condiviso e che, prima o poi, si farà.  Come detto sotto, il punto da capire fondamentale è di quanto sarebbero disposti i cittadini italiani a vedersi tagliare le proprie pensioni. Quale è il limite considerato equo. E i 3500 euro lordi si è capito che sono troppi bassi, ma già 5mila euro potrebbero essere accettati. Sempre che la strategia sia quelli dei tagli agli assegni, perchè in realtà il progetto potrebbe essere molto più ampio a 360 gradi e le risorse a quel punto si troverebbero senza bisogno di nuove tassazionì. Vedremo come nelle prossime news.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 15:02 oggi martedì 17 Novembre): Non ci sono buone notizie per quanto rigurda le novità per le pensioni oggi martedì, con anche le ultime possibilità cancellate, o per meglio dire, sospese almeno in questa fase. Ma mentre si attende di entrare nell'ennesima fase calda, o almeno presunta tale, continuano ad emergere ultime notizie e ultimissime sulla strategia dell'esecutivo e il piano Inps struturale che dovrebbe davvero cambiare le attuali norme. E anche in questo caso non mancano i segreti e i dettagli non svelati come riportiamo sotto.
Nello stesso tempo oggi la riforma del QE, ovvero il lancio del cosidetto QE 2 sembra ancora più fattibile almeno stando alle Borse tutte in forte rialzo. E Draghi ne parlerà ancora questa settimana. E il QE indirettamente non è ha una portata da sottovalutare per i cambiamenti sulle pensioni perchè potrebbe permettere, come fatto finora, un rilancio dell'economia e abbassamento ulteriore dello spread condizioni necessarie per poter avere i fondi e coperture per i tanto attesi cambiamenti.

Sono in corso le discussioni sui metodi pensioni che potrebbero cambiare l’attuale legge ma le ultime notizie si concentrano su novità emerse dal nuovo progetto Inps. Se nel corso di questi ultimi mesi il dibattito previdenziale si è focalizzato su particolari piani di prepensionamento, da quota 100 a mini pensione, contributivo, oggi, sembra che, a sorpresa, l’esecutivo potrebbe essere favorevole all’uscita anticipata così come riportata nel nuovo progetto Inps, vale a dire a partire da 63 anni e 7 mesi, con 20 anni di contributi e penalizzazioni, ma non ricorrendo al ricalcolo contributivo delle pensioni più elevate.

Secondo quanto previsto dal progetto Inps, da cui già mesi fa erano state eliminate le possibilità di uscita con quota 100 e mini pensione perché troppo costose, si potrebbe andare in pensione prima con un ricalcolo pensionistico che toccherebbe sola la quota retributiva sulle pensioni più elevate, dai 5mila euro lordi in su. Ma l’esecutivo punta a recuperare risorse per garantire l’uscita prima da altri sistemi e non dalla riduzione delle pensioni stesse. Questa posizione nasce dal fatto che, dopo che già la scorsa estate il presidente Boeri aveva presentato il nuovo progetto, per valutarne benefici e impatto economico.

In realtà, se ci fosse stata effettivamente l’intenzione di approvare piani di uscita prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, le risorse economiche si sarebbero potute recuperare esattamente come è stato fatto per l’abolizione della Tasi sulla prima casa dal 2016 e dell’Imu. Ma l’esecutivo non voleva intervenire sulle pensioni da due mila euro, così per lo meno circolava, ma in maniera errata, visto che nel progetto Inps il prelievo sulle pensioni più elevate avrebbe dovuto toccare quelle da 3.500 euro.

Tuttavia, agire con dei prelievi su pensioni in essere, soprattutto all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale che ha obbligato l’esecutivo stesso a rimborsare i pensionati che hanno goduto delle rivalutazioni in questi anni, non sarebbe una mossa vincente in vista delle prossime elezioni amministrative e quelle di governo del 2018. Insieme al piano di uscita prima a 63 anni, le misure del progetto Inps prevedono anche assegno universale pari a 500 euro al mese e da erogare in base alla composizione del nucleo familiare; taglio ai vitalizi dei politici; divisione di spesa assistenziale da spesa prettamente previdenziale.

Per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, è prevista la revisione di quelle che oggi vengono regolarmente erogate agli over65, ma anche stop a pensioni sociali, assegni sociali, integrazioni al trattamento minimo, quattordicesime o altre forme si assistenza per chi percepisce un reddito lordo equivalente di 37 mila euro annui. Previste anche misure che permetterebbero l’uscita prima a precoci e usuranti senza penalizzazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il