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Pensioni ultime notizie annuncio ufficiale dei supervisori esecutivo su novità prossimi cambiamenti

Accordo relatori e opposizioni per rinviare discussioni novità più importanti alla Camera: quali ancora le possibili speranze per cambiamenti pensioni




Dopo l’incontro tra le opposizioni interne al Pd e i relatori, l'annuncio a parte dei supervisori dell’accordo che prevede il rinvio delle questioni più importanti, ma anche spinose, alla Camera. Il testo della nuova Manovra dovrebbe approdare in Aula lunedì, o anche martedì, e la discussione dovrà terminare entro il 20 novembre e solo allora si potrà capire se l’esecutivo intenderà effettivamente approvare o meno novità per rivedere l’attuale legge pensioni. In discussione, dopo la conferma della staffetta, della cancellazione delle penalizzazioni per usuranti e precoci, e dell’estensione del contributivo donna, i nuovi metodi in prova.

La decisione di rimandare ogni discussione importante alla Camera è stata presa sia per la necessità di ulteriori approfondimenti sui metodi in prova per uscire subito e che si vorrebbero far passare, sia per capire se l'Europa darà i fondi necessari in più che potrebbero essere impiegati per i cambiamenti alle pensioni. Mancano però certezze, perché in molti ritengono che i nuovi fondi Ue potrebbero essere impiegati per la riduzione delle tasse dal 2016.

Nel frattempo, continueranno le trattative e gli incontri tra la minoranza del partito democratico e l'esecutivo alla ricerca di un compromesso per evitare spaccature e nuove alleanze, come quella possibile già annunciata da Cuperlo che ha aperto al M5S. A definire i dettagli dei cambiamenti possibili saranno le risorse disponibili e da quanto comunicato dai relatori non è escluso che possa si possa fare anche sulle pensioni, nonostante sembri molto difficile.

E a lasciare intendere che tutto sarà ancora rimandato sono state anche le recenti affermazioni del viceministro dell’Economia Morando che ha detto come si potrebbe effettivamente tornare a parlare di pensioni con azioni concrete solo tra due anni. Nell’agenda dello stesso premier Renzi, infatti, nel 2015 figura l’impegno per la casa, nel 2016 per le tasse e solo nel 2017 per le pensioni, a testimoniare che, ancora una volta, Morando avrebbe detto la verità sul piano di lavoro dell’esecutivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il