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Pensioni ultime notizie annuncio ufficiale che metodi in prova subito sono ancora realizzabili seppur restano cambiamenti negativi

Confermati cambiamenti negativi ma si spera ancora in novità positive per le pensioni: quali sono, annuncio relatori e attese prossima settimana




Si continua a discutere di nuovi metodi di uscita con quota 100 a 64 anni e non più a 60 con penalità del 12% e mini pensione per alleggerire le decurtazioni; estensione del contributivo donna anche agli uomini combinato con la mini pensione per rendere, anche in questo caso, meno pesanti le penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima, visto che per il contributivo donna oggi in vigore le penalizzazioni si aggirano sul 25, 30%; erogazione dell'assegno universale con la mini pensioni.

In questo caso, il lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale può uscire prima percependo un assegno lordo di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito, per cui, maturati i requisiti pensionistici vigenti, dovrà restituire parte di quanto percepito. Sono queste le novità pensioni positive, ad eccezione dell’estensione del contributivo donna già confermato, ancora in discussione e che si spera possano trovare realizzazione, nonostante secondo molti sia decisamente difficile.

Eppure le ultime notizie confermano che al momento gli unici cambiamenti confermati, insieme alla cancellazione delle penalizzazioni per precoci e usuranti, staffetta e contributivo donna, sono decisamente negativi. Confermati, infatti, il nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo dal 2017; il taglio del fondo per precoci e usuranti già approvato; e sono piuttosto labili gli altri tagli che erano nei piani dell’esecutivo e da cui si sarebbero dovute ricavare nuove risorse economiche.

Ad aprire nuovi spiragli l’annuncio dei relatori che hanno rimandato le discussioni sulla questione pensioni alla Camera da lunedì o martedì o che si dovrebbero concludere entro il prossimo20 novembre. Fino ad allora, secondo i relatori, ci sarà abbastanza tempo per studiare i metodi ancora in ballo, definire i fondi necessari, e capire anche in cosa impiegare i fondi da 3 miliardi di euro concessi all’Italia dall’Ue che, però, molto probabilmente, a detta di tanti, saranno usati per una riduzione della tassazione già a partire dal prossimo 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il