BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità indizi e conferme aumentano per cui la riforma pensioni si farà solo tra due anni e non prima

Cambiamenti reali sulle pensioni solo tra due anni: nuove conferme da viceministro Morando ma anche da agenda di lavoro premier




Tutto ancora rimandato: le novità pensioni tanto attese, per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima, potrebbero arrivare solo tra due anni. A nulla, dunque, potrebbero servire le discussioni attuali che, come confermano le ultime notizie, sono decisamente ricche di proposte e possibili cambiamenti. Al momento tra questi, l’unico fattibile sembra quello che prevede l’assegno universale per gli over 55 con mini pensione, una novità che non rappresenta, infatti, una vera soluzione alle pensioni, ma una prestazione sociale che permetterebbe all’Italia di adeguarsi al modello europeo, visto che si tratta di un aiuto già esistente in quasi tutti gli altri Paesi.  

E’ stato il viceministro dell’Economia Morando, da sempre si dice contrario a cambiamenti pensionistici, a dire, di nuovo, la verità sulla situazione attuale delle pensioni e cioè che prima di due anni non vi sarà alcun cambiamento concreto. Del resto, Morando ha sempre ribadito questa posizione e ha aperto alla possibilità di nuove misure solo dopo l’estate dichiarando di poter approvare novità solo e soltanto se si fosse trattato di cambiamenti a costo zero per lo Stato e del tutto autofinanziati.

Le affermazioni di Morando sono sostenute dalle posizioni del sottosegretario Zanetti e dal commissario per la spending review Gutgeld che hanno chiaramente detto che sarebbe meglio rimettere mano alla questione dal prossimo anno. Tutto, chiaramente, dipenderà sempre dalla disponibilità di risorse economiche: finora, infatti, a bloccare ogni cambiamento per le pensioni è sempre stata la mancanza di soldi, ma se il governo avesse effettivamente voluto cambiare le cose, avrebbe potuto farlo e avrebbe potuto recuperare i fondi necessari, esattamente come fatto, per esempio, per la cancellazione della Tasi sulla prima casa.

Il problema è che nell’agenda del premier sono state definite delle priorità di intervento che prevedono novità per la casa quest’anno, riduzione della tassazione per le imprese l’anno prossimo e solo tra due anni cambiamenti concreti per le pensioni, per cui potremmo pensare che le tantissime discussioni di questi mesi e delle settimane a venire, se non porteranno ad alcuna novità reale, potrebbero essere di definizione di una base da cui poi partire spediti per la ripresa dei lavori.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il