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Pensioni ultime notizie tutte quello non detto nel progetto INPS. Cosa c'è davvero dietro

Le misure del nuovo progetto Inps e punto condivisi dall'esecutivo: quali sono e quali cambiamenti potrebbero portare?




Si rimproverava al nuovo progetto Inps di non riportare nulla per lavoratori precoci e usuranti ma in realtà così non è perché tra le novità contenute anche una misura per i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno contribuzione accreditata prima del 18esimo anno di età. Secondo quanto riportato nel nuovo progetto dell’Inps, chi ha una contribuzione antecedente al 18esimo anno di età potrà uscire senza prima senza l’applicazione di alcuna penalizzazione, il che significa cancellare le decurtazioni che vengano applicate sugli assegni finali di chi va in pensione prima.

Ma le ultime notizie svelano ulteriori misure del progetto Inps non rese note: sembra, infatti, che l’esecutivo sia stato decisamente contrario a tagli e ricalcoli ma d’accordo con il piano di uscita prima. Ad oggi, ciò che si sa a distanza di mesi dalla prima presentazione delle novità del presidente dell’Inps, è che l’esecutivo sosterrebbe piani di uscita prima per tutti ma, per il finanziamento necessario, non è detto che si ricorra al contributivo sulle pensioni più elevate, come riportato dall’Inps. Questa posizione è il risultato di un lavoro di mesi: la scorsa estate il premier, appoggiando le misure presentate dal presidente dell’Inps, aveva incaricato i tecnici addetti a valutarne impatto economico, benefici e vantaggi.

Le risorse economiche necessarie per piani per lasciare il lavoro prima dei 66 anni, che erano state stimate in qualche centinaio di milione di euro, sarebbero state facilmente reperite se l’esecutivo lo avesse effettivamente voluto, così come fatto per l’abolizione della Tasi sulla prima casa a partire dal 2016. Ma tutto è stato rimandato: il motivo era che non si sarebbe potuto intervenire con prelievi su pensioni di due mila euro, ma non era la realtà, perché l’Inps prevedeva di colpire quelle dai 3.500 euro.

Si trattava più che altro di una volontà politica da valutare: non sarebbe stata, e non la sarebbe neanche ora, una mossa certo vincente per l’esecutivo in vista delle prossime elezione agire con tagli sugli assegni pensionistici. Ed ecco che si arriva ad oggi, quando l’esecutivo dice sì all’uscita prima ma assolutamente con risorse che andranno reperite da altre parti e non dall’imposizione di prelievi sulle cosiddette pensioni d’oro. Le altre novità Inps toccano a 360 gradi il sistema previdenziale e assistenziale, dall’assegno universale pari a 500 euro al mese, che diventeranno 400 nel 2017, per una famiglia con almeno un componente over 55, all’abbassamento dell’età pensionabile a 63 anni con 20 anni di contributi, al riordino delle prestazioni sociali, al taglio dei vitalizi dei politici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il