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Pensioni ultime notizie del week-end cosa è successo e novità, prospettive questa settimana quota 100, quota 41, mini pensioni

Si apre una settimana interessante per capire le ulteriori novità dell’esecutivo: cosa si prevede sulle pensioni e dubbi su cambiamenti ancora possibili




Dopo l’incontro tra relatori e gli esponenti del Pd di ieri, oggi, lunedì 16 settembre, i relatori dovrebbero presentare i sei marco cambiamenti ma potrebbero anche slittare. Le novità su cui è impegnato l'esecutivo, infatti, sono diverse, per cui serve tempo e ancor di più per cercare di capire cosa si potrebbe fare effettivamente ancora per le pensioni. Secondo alcuni sarà molto difficile riuscire a mettere a punto novità nel breve tempo, anche alla luce delle ultime notizie che rimandano di un anno o anche due cambiamenti pensionistici. Confermata la staffetta e la cancellazione delle penalizzazioni per precoci e usuranti, gli altri cambiamenti sulle pensioni sono stati al momento bloccati, mentre si continua a trattare per miglioramenti di Imu e Tasi, ampliamento del fondo da dedicare allo sblocco dei contratti del pubblico impiego, e nuove risorse da destinare alle forze dell'ordine, all'indomani degli ultimi attentati terroristici di Parigi, che impongono un maggiore sforzo e impegno sul campo proprio da parte delle forze dell'ordine.

Il voto in Aula delle novità inizierà mercoledì per poi concludersi venerdì prossimo. Sulle pensioni, al momento, dividono  i metodi di quota 100 con penalizzazioni, ma senza mini pensioni contrariamente a quanto era stato proposto nelle scorse settimane, e l'assegno universale per chi ha un’età superiore a 55 anni e perde il lavoro. Il primo sistema è appoggiato fortemente dalla Lega, il secondo dal Movimento 5 Stelle, che da mesi rilancia sulla necessità di introduzione dell’assegno universale, ma per tutti.

E proprio i sistemi di quota 100 ma anche assegno con mini pensione potrebbero rimanere in ballo ma difficilmente le discussioni andare a buon fine. E si resta anche in attesa di capire come si deciderà di impiegare l’extra gettito che l’Ue ha concesso al nostro Paese: 3 miliardi di euro che potrebbero essere utilizzati per cancellare le clausole di salvaguardia o, più probabilmente, per ridurre la tassazione giàa partire dal 2016, dall’Ires in primo luogo.

Al momento, dunque, non dovrebbero essere previste a breve ulteriori novità sulle pensioni nè tanto meno su quei nuovi metodi in prova che si sperava avrebbero potuto cambiare qualcosa in extremis e, come dichiarato dal viceministro dell'Economia Morando solo qualche giorno fa, tutto sarà ancora rimandato, sperando che, chiuse le questioni principali dell'esecutivo, ci si possa concentrare appieno su cambiamenti pensionistici che, chiaramente, si stano rendendo sempre più necessari.

Insieme a nuove misure per anticipare l'uscita dal lavoro per tutti, saranno rimandate anche modifiche per lavoratori precoci e usuranti, considerando che a aprte la cancellazione delle penalizzazioni, nulla è stato deciso e neanche discusso sulle possibilità di precise salvaguardie per queste categorie di lavoratori, nè tanto meno sul piano di quota 41, proposto per permettere l'uscita a tutti con 41 anni di contributi e indipendentemente dall'età anagrafica, che sarebbe stato ovviamente vantaggioso per i precoci che hanno iniziato a lavorare fin da giovanissimi. Ancora in alto mare anche soluzioni per i quota 96, lavoratori della scuola che pur avendo maturato i loro requisiti pensionistici ormai tre anni fa sono ancora costretti a lavorare a causa delle attuali norme pensionistiche in vigore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il