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Due strade differenti attendono i mercati europei e statunitensi. Quale reazione dei mercati azionari dopo gli attentati di Parigi?




La domanda più frequente è quella relativa alla reazione dei mercati azionari dopo il massacro di Parigi e alle previsioni non solo per questa seconda metà del mese di novembre 2015, ma anche in vista di dicembre e dei primi mesi del 2016. Ebbene, nonostante un primo prevedibile calo, non c'è stato alcun crollo. Anzi, i listini hanno tenuto molto bene, soprattutto in confronto con quanto è accaduto in passato con i precedenti attacchi terroristici. Tanto per fare un confronto, a distanza di una settimana dall'11 settembre 2001, quando due aerei si schiantarono sul World Trade Center, un terzo contro il Pentagono e un quarto, diretto contro la Casa Bianca, in un campo vicino Shanksville, provocando complessivamente 2.752 vittime, la Borsa aveva chiuso con -4,90%. Dopo un mese, poteva già esibire un +0,44%.

A maggior ragione, considerata la sostanziale parità di queste ore, è verosimile immaginare che da qui alla fine dell'anno non ci saranno scossoni. La stessa Londra, dopo gli attacchi del 2005, aveva recuperato le perdite nel giro di una settimana. Cambiamenti di rilievo sono invece attesi con il Quantitative easing della Banca centrale europea, atteso nella prima metà di dicembre. Si tratta di uno strumento non convenzionale di politica monetaria attraverso il quale una banca centrale acquista asset sul mercato secondario, principalmente titoli di Stato, Abs e covered bond, per immettere liquidità nel sistema. L'obiettivo è di facilitare, attraverso il calo dei rendimenti, l'accesso al credito per imprese e famiglie.

Dopo la Fed, la Banca d'Inghilterra e la Banca del Giappone, anche la Bce ha avviato a marzo un programma simile che prevede l'acquisto di asset per 60 miliardi di euro al mese. Non è escluso che in occasione della prossima riunione, in calendario il 3 dicembre, la Banca centrale europea possa potenziare la misura dell'intervento. La strategia è invece opposta negli Stati Uniti, dove la Fed potrebbe alzare i tassi dopo quasi un decennio.

Vanno in scadenza il 28 aprile 2015 le nuove obbligazioni Goldman Sachs tasso fisso dollaro australiano, con durata 8 anni. Le obbligazioni offrono flussi cedolari annuali e il rimborso integrale del valore nominale a scadenza nella valuta di denominazione. La cedola è fissa annuale pari al 3,50% lordo pari al 2,59 netto. Viene data la possibilità di acquistare le obbligazioni attraverso la propria banca di fiducia sul Mercato telematico delle obbligazioni di Borsa Italiana. L'emittente intende quotare le obbligazioni sul mercato regolamentato della Luxembourh Stock Exchnge. Si fa presente che il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale avvengono nella valuta di denominazione: l'investitore è esposto pertanto al rischio derivante dalle variazioni del rapporto di cambio tra la valuta di denominazione dei titolo ovvero il dollaro australiano e l'euro nel caso di conversione degli ammontari.

Segnaliamo tra le novità di Borsa Italiana la sospensione dalle negoziazioni a tempo indeterminato delle azioni ordinarie e delle obbligazioni convertibili Valore Italia Holding Di Partecipazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il