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Mutui tasso fisso e variabile Novembre 2015: offerte migliori seppur lo spread può cambiare nella stessa banca

Sono tante le considerazione da fare prima di decidere quale tipo di mutuo accendere con l'indispensabile via libera delle banche.




Se c'è una variabile che oggi più di prima va tenuta in considerazione nelle fase di accensione di un mutuo è quello del LTV, il Loan To Value ovvero il rapporto tra la somma richiesta dalla banca e il valore dell'immobile. Anche in questa seconda metà del mese di novembre 2015 non solo è in grado di incidere profondamente nel valore della rata finale, ma è sempre più decisivo per la concessione del mutuo stesso da parte delle banche. Il primo nodo da sciogliere è quello di un tasso fisso o variabile.

Nel primo caso, il tasso di interesse resta quello fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo. Lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato che dovessero verificarsi nel tempo. Il tasso fisso è consigliato a chi teme che i tassi di mercato possano crescere e fin dal momento della firma del contratto vuole essere certo degli importi delle singole rate e dell'ammontare complessivo del debito da restituire. A fronte di questo vantaggio l'intermediario spesso applica condizioni più onerose rispetto al mutuo a tasso variabile.

Il tasso di interesse può variare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza seguendo le oscillazioni di un parametro di riferimento, di solito un tasso di mercato o di politica monetaria. Il rischio principale è un aumento insostenibile dell'importo delle rate. A parità di durata, i tassi variabili all'inizio sono più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così aumentare l'importo delle rate, anche in misura consistente. Il tasso variabile è consigliato a chi vuole un tasso sempre in linea con l'andamento del mercato, o comunque può sostenere eventuali aumenti dell'importo delle rate.

Tra le strade da prendere in considerazione c'è quella della sottoscrizione online. Con scadenza 20 anni indichiamo le proposte di Intesa Sanpaolo (tasso 1,19%, rata 468, Indice sintetico di costo 1,40%), Iw Bank (tasso 1,40%, rata 478, Indice sintetico di costo 1,49%), Webank (tasso 1,45%, rata 480, Indice sintetico di costo 1,49%), Ing Direct (tasso 1,45%, rata 469, Indice sintetico di costo 1,49%) e Popolare Milano (tasso 1,30%, rata 474, Indice sintetico di costo 1,50%). A 30 anni, ecco Iw Bank (tasso 1,40%, rata 340, Indice sintetico di costo 1,39%), Intesa Sanpaolo (tasso 1,29%, rata 335, Indice sintetico di costo 1,47%), Webank (tasso 1,45%, rata 343, Indice sintetico di costo 1,48%), Ing Direct (tasso 1,45%, rata 332, Indice sintetico di costo 1,48%), Popolare Commercio e Industria (tasso 1,10%, rata 340, Indice sintetico di costo 1,51%).

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il