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Rinnovo contratti dipendenti pubblici, forze dell'ordine, polizia, statali e riforma pubblica amministrazione: qualcosa si muove

Palazzo Chigi potrebbe sbloccare 300 milioni di euro per la sicurezza da distribuire tra intelligence e Difesa. C'è ancora lo stop alle assunzioni.




La principale novità sul comparto della riforma della pubblica amministrazione è l'aumento degli stanziamenti per la sicurezza. Palazzo Chigi punta a 300 milioni di euro da distribuire tra intelligence e Difesa. In questo modo l'esecutivo riuscirebbe a dare risposte al rinnovo contrattuale del settore, da tempo in forte divergenza di veduta con tanto di manifestazioni pubbliche di piazza nel giorno della presentazione della manovra. Le forze dell'ordine protestano anche per il blocco delle assunzioni, destinato a protrarsi anche in vista del Giubileo. A ogni modo, alla base della decisione di investire più fondi per la sicurezza c'è il recente massacro di Parigi con minacce di allargamento anche dentro i nostri confini.

L'Italia al momento non partecipa alle missioni di bombardamento su obiettivi dello Stato Islamico, né in Siria né in Iraq. Nelle settimane scorse c'era stata polemica perché sembrava che i due cacciabombardieri Tornado di stanza in Iraq potessero cominciare un'attività bellica al fianco degli alleati, così come richiesto dal governo di Bagdad. I nostri caccia, ha poi chiarito il ministro della Difesa Roberta Pinotti, sono per ora in missione di appoggio e ricognizione, mentre i militari presenti in Iraq hanno la funzione di addestratori.

Più in generale, è ancora in corso il confronto sul rinnovo del contratto degli statali rispetto a cui l'esecutivo intende stanziare uno somma non superiore a 300 milioni di euro, ma solo per i dipendenti degli uffici centrali. Prosegue il lavoro di filtraggio dei cambiamenti proposti alla manovra in Senato. Tra i pochi ad aver ottenuto il via libera c'è la previsione di assumere tra i 500 ricercatori dalla pubblica amministrazione anche i laureati in beni culturali. Per la generalità del personale statale, la percentuale di sostituzione di chi va in pensione è stata fissata al 25%, ma secondo le ultime dichiarazioni di Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, ci potrebbe essere un piccolo ritocco verso l'alto almeno per i dipendenti degli enti locali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il