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Pensioni ultime notizie quali, come e quando novità reali su pensioni si faranno. Proseguono indicazioni e conferme, smentite

La questione pensioni è stata rinviata alla Camera dove si potranno effettivamente capire intenzioni e novità possibili ancora. Ancora conferme e smentite su piani di lavoro




La questione pensioni è stata rinviata alla Camera e solo in quella sede si potrà probabilmente capire quali novità saranno ancora possibili per rivedere l’attuale legge pensionistica. Le ultime notizie comunque sono decisamente confuse e nulla è ancora certo e si susseguono conferme e smentite sulle eventualità di cambiamento. Intanto, dal canto loro, i lavoratori precoci continuano a far sentire la loro voce attraverso un appello al presidente della Commissione Lavoro Damiano perché continui a battersi per l’inserimento della quota 41. I precoci chiedono di andare in pensione con 41 anni di contributi senza limiti anagrafici, ma si tratta di una proposta di cui non si parla più al momento.

E’ stata, invece, confermata la staffetta così come modulata dall’esecutivo e che potrebbe essere solo suscettibile di qualche aggiustamento, unico meccanismo, secondo il ministro del Lavoro, che può far uscire prima i lavoratori più anziani e garantire il ricambio generazionale a lavoro attualmente. Lo stesso ministro ha poi spiegato che se non dovesse portare buoni risultati, allora si interverrà per cambiarlo ancora. E mentre alcuni relatori aprono a possibili cambiamenti in questi ultimi giorni di discussione delle novità proposte, altri annunciano solo la possibilità di micro cambiamenti e non della definizione di quella soluzione universale attesa ormai da troppo tempo e per cui bisognerà aspettare ancora fino al prossimo anno, almeno, o anche di più.

Qualche giorno fa, infatti, il viceministro dell’Economia Morando, che da sempre si dice contrario a cambiamenti pensionistici, ha chiaramente detto che prima di due anni non vi sarà alcun cambiamento concreto per le pensioni, e non è la prima volta che riferisce che sul tavolo dell’esecutivo non vi è alcun cambiamento pensionistico. Si tratta di parole che sono state confermate anche dal sottosegretario all’Economia Zanetti, secondo cui sarebbe meglio rimandare le novità pensioni all’anno prossimo quando anche la condizione economica dell’Italia sarà più stabile e, si spera, in costante miglioramento.

Del resto, nella stessa agenda di lavoro del premier Renzi, dopo il capitolo casa del 2015 e quello delle tasse del 2016, la voce pensioni è fissata al 2017, per cui tra i due anni annunciati dal viceministro Morando, ancora una volta l’unico a dire la verità mentre altri esponenti politici continuano a discutere di nuove proposte per cambiare le pensioni, aprendo spiragli di misure imminenti pur consapevoli che nulla invece si farà nell’immediato.

A rimandare cambiamenti sulle pensioni anche il commissario per la spending review Gutgeld: dopo mesi di silenzio, Gutgeld, che mesi fa insieme al premier e al presidente dell’Inps Boeri aveva messa a punto cambiamenti negativi sulle pensioni, come tagli su pensioni di invalidità, reversibilità, baby pensioni, ma anche revisione delle agevolazioni fiscali per le famiglie che avrebbero portato a novità positive per le pensioni stesse grazie al recupero di nuove risorse economiche, ha annunciato una revisione a 360 del sistema previdenziale, così come anche nelle intenzioni del presidente dell’Inps, e la definizione di sistemi che possano consentire l’uscita prima ma facendoli slittare di qualche tempo, probabilmente sempre in linea con quanto già dichiarato da Boeri che ha rimandato la questione pensioni improrogabilmente al 2016.

Mistero, però, su cosa si farà realmente: al momento si pensa ai nuovi metodi in prova, basati su quota 100 e mini pensione e assegno universale e mini pensione, ma forse con l’arrivo del nuovo anno, potrebbero tornare in ballo tutte le varie ipotesi al vaglio finora, alla ricerca di una soluzione universale e organica per tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il