Riforma pubblica amministrazione con nuovi dettagli sblocco, aumento rinnovo contratti, stipendi e regole più facile licenziare

I dirigenti avranno un potere maggiore nell'ambito di una procedura semplificata per allontanare gli statali con scarso rendimento.

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Si va verso il rafforzamento del potere dei dirigenti pubblici nel licenziamento dei dipendenti pubblici fannulloni e quelli con scarso rendimento. Non si tratta di una novità in senso stretto, poiché già da tempo Palazzo Chigi ha manifestato questa intenzione. Questa volta sta però passando dalle parole ai fatti nell'ambito del decreto Madia. In buona sostanza sarà introdotta una procedura semplificata per allontanare chi non lavora. Stando a numeri diffusi dal Ministero della Semplificazione e Pubblica Amministrazione, sono 81 i licenziamenti nelle scuole: il numero più alto registrato nel 2013 tra i diversi comparti. Sono invece 7 i licenziamenti nei Comuni: le amministrazioni locali sono quelle dove si licenzia meno.

Dopo gli attentati a Parigi, il governo sta pensando di aumentare i finanziamenti per garantire la sicurezza sul territorio nazionale. Si tratta quindi di una revisione del piano di riforma della pubblica amministrazione, destinato a incidere anche nel contesto più ampio del rinnovo del contratto degli statali. A ogni modo, oltre ai 70 milioni di euro già previsti per questo settore, l'esecutivo sta valutando l'ipotesi di stanziare altri 120 milioni di euro, arrivando dunque a investire una somma molto vicina a 300 milioni di euro. L'importo dovrebbe essere destinato alle attività antiterrorismo per potenziare il lavoro della polizia e dell'intelligence.

Per l'attuazione della riforma della pubblica amministrazione sono in gioco 827,7 milioni di euro, ovvero le risorse per il Pon Governance e capacità istituzionale, di cui il 70% dall'Unione europea. Alle regioni del Sud sono destinati 679 milioni di euro, 102 milioni di euro al Centro- Nord, 46 milioni di euro a Abruzzo, Molise e Sardegna. In seconda battuta c'è il Pon Città metropolitane con un plafond di 892,9 milioni di euro, di cui 566 milioni di euro vanno alle sei del Sud (Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Catania), 285,6 milioni di euro alle 7 del Centro-Nord (Milano, Torino, Genova, Venezia, Firenze, Bologna, Roma), 40,8 milioni di euro alle altre (Cagliari).

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di Marianna Quatraro pubblicato il