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Azioni migliori da comprare 2015 in prospettiva 2016

Sono tante le incertezze legate al mercato azionario, a partire dalle conseguenze dei fatti di Parigi sull'economia europea.




Le principali incertezze nel mercato delle azioni in questo ultimo mese e mezzo del 2015 con ripercussioni nel 2016 sono legate alla ripercussioni dei fatti di Parigi sull'economia europea. L'impatto, in realtà, è stato meno negativo del previsto. Basti vedere che dopo avvio in calo i principali listini europei, Parigi in testa, hanno contenuto le perdite dopo il negativo segnato dalle Borse asiatiche. Da queste parti, Piazza Affari ha chiuso in calo dello 0,1% mentre Francoforte e Londra hanno fatto registrare percentuali di segno positive. Nel breve periodo ha senso individuare quei comparti che potrebbero avere vantaggi da questa situazione di incertezza per via degli scontri internazionali.

Il fenomeno si chiama stock picking e consiste appunto nella meticolosa individuazione dei titoli da inserire in un portafoglio, che si tratti di quello di un risparmiatore come di un fondo di investimento. La selezione viene effettuata tramite l'analisi settoriale e quella fondamentale, che individua parametri di bilancio per comparare le azioni sulla base di indicatori comuni ed estrarre quelle con le caratteristiche più interessanti. Vengono preferite le azioni con buone prospettive di crescita della generazione di cassa e con alta solidità patrimoniale. Tanto per fare esempi concreti, gli investitori scommettono sui titoli legati alla difesa, come Finmeccanica in Italia o Lockheed, Raytheon e Northrop Grumman negli Stati Uniti.

All'opposto, vanno giù quelli legati a turismo, trasporti e lusso. La prova arriva in queste ore con il calo di Air-France Klm, Aeroport de Paris, Autogrill, Atlantia, Priceline ed Expedia. Il punto è che con le quotazioni in calo di petrolio metalli e prodotti agricoli, si affaccia lo spettro della deflazione ovvero della diminuzione del livello generale dei prezzi. Il fenomeno deriva dalla debolezza della domanda di beni e servizi, cioè un freno nella spesa di consumatori e aziende, che, in regime di deflazione, sono incentivati a rinviare gli acquisti di beni e servizi non indispensabili, con l'aspettativa di ulteriori cali dei prezzi, con l'effetto di innescare una spirale negativa

A spingere l'economia potrebbe essere la seconda fase Quantitative easing, lo strumento con cui la Banca Centrale Europea si pone come investitore sull'economia e diventa acquirente di titoli di Stato con nuovo denaro per stimolare la crescita. Il piano di acquisto titoli della prima fase ha avuto un valore di 1.140 miliardi di euro con l'obiettivo di far risalire l'inflazione dell'Eurozona intorno al 2%. Gli acquisti non sono avvenuti sul mercato primario, ossia partecipando alle aste di collocamento, ma sul mercato secondario così da non violare il divieto di finanziamento monetario.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il