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Pensioni ultime notizie a Dimartedì con nuovi dettagli oggi su novità pensioni basati su piano INPS

Nuovo dibattito sulla questione pensioni ieri sera 17 novembre durante la trasmissione DiMartedì in onda su La7: novità e confronti




Nuovo dibattito sulla questione pensioni ieri sera 17 novembre durante la trasmissione DiMartedì in onda su La7. Presenti in studio il sottosegretario all'Economia Zanetti, Ciampoli, Landini, Calessi e Dini, con Giordano in collegamento. Durante la discussione, il segretario generale della Fiom Landini ha attaccato l’esecutivo, dichiarando che quando serve fare cambiamenti urgenti non si perde mai tempo e una dimostrazione è l’ultima novità dei nuovi finanziamenti ai partiti, per cui si è deciso in brevissimo tempo, mentre sulle pensioni, che rappresentano una questione decisamente più urgente e un tema particolarmente caro per i cittadini, si continua a temporeggiare, rimandare e si continuano a fare solo annunci e promesse che restano, però, sempre soltanto parole.

Nulla di concreto si è riusciti a fare finora, e questo rappresenta una grave pecca. Dal canto suo, però, il sottosegretario Zanetti ha confermato che si faranno i cambiamenti annunciati, senza però dare precise indicazioni temporali. Lui del resto, solo qualche giorno fa, aveva dichiarato che sarebbe stato meglio rimandare, rispetto ad ora, ogni cambiamento sulle pensioni, sostenendo quanto detto dal viceministro Morando che ha rimandato ogni novità fra due anni. Zanetti ha tuttavia indicato tra i punti di partenza di un piano di revisione delle pensioni i tagli che certamente ridurranno i vitalizi dei politici.

E queste parole rappresentano ancora una volta l’appoggio dell’esecutivo al nuovo progetto Inps. Il presidente, infatti, tra le misure di lavoro annunciate aveva indicato proprio un taglio drastico ai vitalizi dei politici. Ma non solo: bene anche i piani di uscita prima, purchè però risultino a costo zero per lo Stato, così come è condivisa l’idea di colpire le pensioni più elevate con un prelievo di solidarietà che, eventualmente, potrebbe essere esteso anche agli stipendi. Il principio è che per ridare equità al sistema pensionistico tassando solo le pensioni cosiddette d’oro sarebbe una mossa anticostituzionale e se l’idea è quella di toccare gli assegni dai 3.500 euro o 5mila euro in su, allora lo si dovrebbe fare tanto per le pensioni quanto per gli stipendi.  

Si tratta, tuttavia, di un prelievo che verrebbe approvato solo se non si riuscissero a recuperare le risorse economiche necessarie per attuare i cambiamenti al vaglio e quella strategia iniziale di lavoro sulle pensioni, spiegata mesi fa dal premier, che mira a rivedere l’intero sistema previdenziale a 360 gradi anche con cambiamenti negativi, come tagli di baby pensioni, pensioni di reversibilità, invalidità, guerra, revisione delle agevolazioni fiscali alle famiglie, divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale, da cui effettivamente dovrebbero derivare nuovi soldi da investire poi in cambiamenti positivi per le pensioni.

Durante questa discussione, è intervenuto anche Dini, lui che è stato direttore della Banca di Italia ed anche presidente del Consiglio italiano, e che percepisce una pensione di 30mila euro al mese, secondo quanto si dice, e che ritiene si giusto ridurre anche se afferma che anche i politici hanno diritto ad una pensione, parole che hanno dato il via ad una lite con Giordano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il