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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, assegno universale e nuovi dettagli cambiamenti a DiMartedì

La questione pensioni al centro del dibattito della trasmissione DiMartedì su La7 andata in onda ieri sera: le ultime notizie e posizioni




Sembra quasi chiaro che le novità sulle pensioni che prevedono l’approvazione di piani per l’uscita prima, come quota 100, mini pensione o lo stesso assegno universale, così come i nuovi metodi in prova potrebbero slittare ancora, nonostante le recenti aperture dei relatori che lasciano aperte ancora speranze di cambiamento, anche se davvero difficili. E il dibattito previdenziale andato in onda ieri sera durante la trasmissione di La7 DiMartedì ha confermato questa difficoltà.  Protagonisti della discussione il sottosegretario all'Economia Zanetti, Landini, Dini, Ciampoli e Calessi. In collegamento anche Giordano. I primi ‘attacchi’ all’esecutivo sono arrivati dal segretario generale della Fiom Landini, che ha insistito sul fatto che l’esecutivo stesso non perde mai tempo quando si tratta di attuare cambiamenti urgenti, com’è capitato per la questione dei nuovi finanziamenti ai partiti, ma sulle pensioni, tema centrale e urgente, si continuano a fare solo annunci e promesse che non diventano mai realtà.

E ci si chiede come mai si continua ad aspettare piuttosto che intervenire. Il sottosegretario all’Economia  Zanetti ha, però, ribadito che i cambiamenti sulle pensioni si faranno, senza dare precise indicazioni temporali, probabilmente, infatti, si tratta di novità che saranno rimandate rispetto ad ora. Del resto, lo stesso Zanetti solo qualche giorno fa aveva dichiarato che sarebbe stato meglio rimandare cambiamenti sulle pensioni fino a quando la situazione economica non sarà stabile.

Di certo, però, ha detto che tra i punti di partenza ci sarà una revisione delle pensioni a partire dai tagli dei vitalizi dei politici, dichiarazioni che ribadiscono l’appoggio dell’esecutivo al nuovo progetto Inps. Il presidente, infatti, tra le misure di lavoro annunciate aveva indicato proprio un taglio drastico ai vitalizi dei politici. Condivisa anche l’idea di toccare le pensioni più elevate con un contributo di solidarietà che, ipotesi dell’ultimo minuto, potrebbe essere esteso anche agli stipendi.

Se, infatti, l’obiettivo è quello di ristabilire equità, non dovrebbero essere tassate solo le pensioni cosiddette d’oro, che sarebbe incostituzionale, ma anche gli stipendi più alti, che potrebbero essere sempre quelli che si aggirano dai 3.500 euro o 5mila euro in su, con una tassa ad hoc. Ma si tratta di un prelievo che al momento l’esecutivo stesso potrebbe mettere da parte, perché non rappresenterebbe una mossa vincente in vista delle prossime elezioni amministrative.

Il prelievo verrebbe approvato solo se non si riuscissero a recuperare le risorse economiche necessarie per attuare i cambiamenti al vaglio. Protagonista del dibattito previdenziale anche Dini, che è stato anche presidente del Consiglio italiano, e che percepisce una pensione di 30mila euro al mese. Anche secondo Dini sarebbe bene ridurre i vitalizi dei politici considerando però che anche questa categoria ha diritto ad una pensione adeguata, parole che hanno, come facilmente immaginabile, scatenato una lite con Giordano.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il