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Pensioni ultime notizie oggi sabato voto finale e poi si apre per le novità su pensioni la fase più calda

Sabato prossimo saranno votati in Senato i cambiamenti di cui ancora l’esecutivo sta discutendo, per poi dare il via alle discussioni sulle novità alla Camera a partire da lunedì prossimo




Sabato prossimo saranno votati in Senato i cambiamenti di cui ancora l’esecutivo sta discutendo, per poi dare il via alle discussioni sulle novità alla Camera a partire da lunedì prossimo. E sarà in quella sede che si riapriranno i dibattiti più intensi, saranno presentate ulteriori novità che, secondo le ultime notizie, dovrebbero riguardare le questioni più spinose, comprese le pensioni. In vista dell’approdo delle misure in Aula, i relatori, per evitare scontri e strane alleanza, stanno cercando ancora di lavorare a possibili soluzioni che siano condivise da tutti e aprono ancora alla possibilità di approvazione di uno dei nuovi metodi in prova, tra due versioni di quota 100 con mini pensione, all’assegno universale sempre con mini pensione, all’estensione del contributivo donna anche per gli uomini e comunque accompagnato dalla mini pensione per alleggerire le penalizzazioni previste.

Si tratta di cambiamenti che sarebbero finalmente positivi per le pensioni, considerando che ad oggi, a parte la conferma della staffetta così come modulata dall’esecutivo, e che potrebbe essere solo suscettibile di qualche aggiustamento ma che, secondo il ministro del Lavoro, è l’unico sistema fattibile per far uscire prima i lavoratori più anziani e garantire il turn over a lavoro, sono stati approvati solo cambiamenti negativi, dalla conferma del blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps a partire dal 2017, al taglio del fondo per precoci e usuranti, alla sospensione dell’estensione del contributivo donna.

Nulla è stato deciso in maniera stabile nemmeno sulla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e sulla semplificazione del cumulo, senza dimenticare che vi sono questioni che sembrano essere state completamente dimenticate, come quella dei quota 96 della scuola. Ma non solo.

Ancora in ballo anche la proposta di uscita con quota 41, cioè con 41 anni di contributi per tutti indipendentemente dall’età anagrafica, piano che sarebbe stato vantaggioso soprattutto per usuranti e precoci che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi. Gli oppositori interni del Pd non hanno, dunque, conquistato alcun risultato positivo al momento, motivo per cui si preannunciano discussioni decisamente accese alla Camera.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il