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Pensioni ultime notizie ennesimo scontro su novità pensioni tra Presidente Istituto Previdenza-Ministro Lavoro quota 100,staffetta

Presidente dell’Istituto di Previdenza italiano e ministro del Lavoro tornano a confrontarsi sulla questione pensioni: novità, posizioni e prospettive prossimo anno




Presidente dell’Istituto di Previdenza italiano e ministro del Lavoro tornano a confrontarsi sulla questione pensioni in una sorta di botta e risposta sulla situazione attuale e sulle novità che sarebbero necessarie. Le ultime notizie confermano posizioni che, però, già sembrano ben note di entrambe: mentre, infatti, il ministro del Lavoro rilancia comunque su cambiamenti in funzione di un rilancio dell’occupazione giovanile ma non è d’accordo sul mandare in pensione le persone introno ai 55, 60 anni, decisamente diversa è la posizione del presidente dell’Istituto che, pur sostenendo i metodi volti al rilancio dell’occupazione, ribadisce anche la necessità di un assegno universale per gli over 55 che restano senza lavoro.

Sull’assegno universale, si sa, le due posizioni non sono convergenti: mentre, infatti, il presidente dell’Inps vorrebbe erogarlo a tutti gli over 55 che restano senza lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché ben lontani dai requisiti necessari, il ministro del Lavoro sarebbe d’accordo nell’erogarlo agli over 55 ma per un periodo di tempo limitato, due anni, e solo a condizione che essi stessi dimostrino di essere alla ricerca di una nuova occupazione. Le discussioni in tal senso, tuttavia, sembrano bloccate.

Intanto, come detto, dall’ultimo confronto tra i due autorevoli esponenti di questo esecutivo, è emerso che il ministro del Lavoro ritiene debba essere invertita la logica per cui i 70enni sono ancora costretti a lavorare e i giovani debbano invece dedicarsi ai lavori socialmente utili senza avviarsi a carriere lavorative continuative che possano garantire retribuzioni regolari e portare ad avere pensioni dignitose. E’ questo il punto principale su cui si focalizza l’attenzione del ministro del Lavoro, secondo cui bisognerebbe lavorare ‘all'invecchiamento attivo’.

Anche se il principio stabilito dalle norme pensionistiche oggi in vigore è quello secondo cui più si vive per cui di più si può lavorare, secondo il ministro del Lavoro è impensabile che vengano mantenute le stesse condizioni lavorative a 30 anni, a 50 o a 65, questo è il motivo per cui sostiene staffetta e ricambio generazionale a lavoro, che permette, pur con una riduzione della retribuzione mensile per il lavoratore, di passare al part time, riducendo così l’impegno lavorativo e lasciando spazio di impiego ai più giovani.

Il ministro assicura poi che ulteriori cambiamenti volti a rivedere le attuali norme pensionistiche, soprattutto volte ad abbassare l’età pensionabile saranno riprese l’anno prossimo e si penserà a soluzioni che possano essere sostenibili dal punto di vista sociale senza intaccare il bilancio pubblico. L’anno prossimo è anche la tempistica di ripresa dei lavori sulle pensioni stabilita dal presidente dell’Istituto di Previdenza, particolarmente deluso dal nulla di fatto finora sulle pensioni dell’esecutivo, soprattutto dopo la definizione delle misure del suo progetto per cambiare pensioni e sistema previdenziale e che in parte riprendono l’iniziale strategia dello stesso premier.

Secondo il presidente dell’Istituto, pur essendo vero che il nostro sistema previdenziale risulta abbastanza forte e solido, è necessario attuare cambiamenti per renderlo più flessibile ed equo per tutti, senza dimenticare la sua proposta di assegno universale che oltre a rappresentare una prestazione sociale necessaria, servirebbe all’Italia anche per adeguarsi al modello europeo, giacchè si tratta di una misura che già esiste in quasi tutti gli altri Paesi europei.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il