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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici, forze dell'ordine: più peggioramenti che miglioramenti. Sciopero confermato

Dinanzi all'ostinazione dell'esecutivo rispetto alla risorse da stanziare per lo sblocco dei contratti, i sindacati proclamo lo sciopero.




C'è molta scontentezza rispetto alla piega che sta assumendo il confronto sul rinnovo del contratto degli statali. L'esecutivo non si muove dai 300 milioni di euro che è disposto a spendere per dare seguito all'obbligo imposto dall'Altra Corte, ma i sindacati non ci stanno. Non solo non vogliono sentir parlare di bonus di 80 euro e inflazione ai minimi a giustificazione dell'esiguo stanziamento delle risorse che si tradurrebbe in un incremento medio di 10 euro in busta paga. Ma hanno già proclamato uno sciopero generale del comparto pubblico per sabato 28 novembre. Alla protesta è invitato tutto il personale, compreso quello della scuola e delle forze dell'ordine.

Le tre sigle sono tutte d'accordo. A detta Annamaria Furlan, numero uno della Cisl, ad esempio, la proposta di Palazzo Chigi per i dipendenti pubblici "è talmente bassa che non è dignitosa, né per i lavoratori né tantomeno per chi l'ha fatta". La situazione generale va poi verso il peggioramento, alla luce dell'inasprimento delle regole sul licenziamento degli statali. Di positivo c'è che sul fronte sicurezza non solo saranno stanziati nuovi finanziamenti, ma l'allarme terrorismo ha cambiato anche le rigide regole dell'Unione europea sul patto di stabilità.

Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha dichiarato che la Francia deve affrontare gravi emergenze e di conseguenza anche spese supplementari che non devono avere lo stesso trattamento delle altre spese. Quindi sottolinea che questo principio di flessibilità vale anche per gli altri paesi, Italia inclusa. Tra le novità dell'ultim'ora si segnala l'approvazione da parte della Camera del cambiamento al decreto missioni che estende le garanzie funzionali dei Servizi alle forze speciali impegnate in aree di crisi. In pratica gli uomini delle forze speciali militari in missioni d'intelligence all'estero godranno delle garanzie funzionali attribuite agli 007. Potranno dunque effettuare blitz e interventi «ma sempre con consenso dello stato sovrano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il