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Neutroni per debellare il cancro

Grazie a un'intuizione nata per realizzare un nuovo sistema antiterrorismo, uno speciale generatore di neutroni a fusione nucleare potrebbe aprire nuovi scenari nella cura del cancro, soprattutto dei tumori radioresistenti o inoperabili.



Grazie a un'intuizione nata per realizzare un nuovo sistema antiterrorismo, uno speciale generatore di neutroni a fusione nucleare potrebbe aprire nuovi scenari nella cura del cancro, soprattutto dei tumori radioresistenti o inoperabili. A darne notizia è il dipartimento di Fisica sperimentale dell'Università di Torino presso cui è stato installato il primo dispositivo al mondo per la nuova radioterapia antitumorale denominata Nct (Neutron capture therapy).

A differenza di quanto accade con la chemioterapia o la radioterapia convenzionale, si tratta di un sistema rivoluzionario capace di bombardare e distruggere selettivamente le cellule malate salvaguardando quelle sane. Guidati da atomi di boro che si legano alle cellule tumorali, in pratica i neutroni prodotti vengono utilizzati come proiettili contro un obiettivo da disintegrare.

Costruito e collaudato dal laboratorio di Berkeley, in California, il nuovo generatore di neutroni sarà sperimentato per due anni presso l'istituto di Fisica di Torino e poi, se le prove saranno confortanti, verrà trasferito all'ospedale oncologico San Giovanni Antica Sede sempre a Torino per le prime applicazioni sui pazienti. Concepito inizialmente come dispositivo per prevenire gli attentati terroristici dal fisico di origine cinese Ka-Ngo Leung, del Lawrence Berkeley national laboratory, il progetto è stato poi convertito dal Comitato Eurosea di Torino (cui partecipano i Politecnici di Torino e di Milano, vari enti di ricerca universitari, un gruppo di aziende tecnologicamente avanzate ed esperti europei) che ne ha subito intuito le potenzialità antitumorali e ha deciso di avviare la sperimentazione.

Molto compatto e di dimensioni simili a quelle di un televisore, il dispositivo è costituito da un cilindro di ceramica alto 30 centimetri, utilizza la fusione nucleare, non è un reattore nucleare (come quelli usati finora per la terapia Nct) e non produce scorie.

Tecnicamente parlando, il suo funzionamento può essere riassunto in quattro stadi. Nella prima fase una radiazione elettromagnetica colpisce atomi di idrogeno liberando ioni. Nella seconda parte del processo gli ioni vengono accelerati e scagliati contro uno strato di titanio. Qui, gli ioni fondono liberando neutroni (questo processo viene chiamato fusione nucleare) che, come proiettili rallentati, vengono poi indirizzati sulla zona malata del paziente. A questo punto, una volta entrati nell'orbita del boro, precedentemente legato alle cellule tumorali con un farmaco, i neutroni vengono attratti dal nucleo malato fino allo scontro distruttivo.

Denominato 'Modello Eurosea 001', lo speciale generatore di verrà utilizzato nell'ambito di un progetto di ricerca multidisciplinare, il 'Turin Nct project'. Quattro i filoni di studio: l'utilizzo presso gli ospedali di intense sorgenti di neutroni a fusione per Nct; lo sviluppo di nuovi farmaci da somministrare in via endovenosa per il trasporto di Boro, che si colloca nelle cellule malate e attira i neutroni; la messa a punto di tecniche chirurgiche innovative per i tumori radioresistenti; la valutazione degli effetti cellulari dell'azione fisico-chimica sui tumori degli animali. La lotta al cancro da oggi ha un nuovo alleato hi-tech.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il