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Riforma pubblica amministrazione, rinnovo contratti stipendi dipendenti pubblici, statali, forze dell'ordine: novità settimana

Sono tante le novità che hanno caratterizzato gli ultimi giorni sul versante della pubblica amministrazione, a partire dal rinnovo contratto statali.




Il nodo principale nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione continua a essere quello del rinnovo del contratto degli statali. Nel corso della settimana non c'è stato alcun avvicinamento tra le parti con l'esecutivo che non si muove dallo stanziamento di 300 milioni di euro e le organizzazioni sindacali che hanno già proclamato lo sciopero generale del comparto pubblico per il 28 novembre 2015. Quel che è certo è che bisogna fare in fretta, entro la fine dell'anno, per dare seguito alla sentenza dell'Alta Corte. Di concreto c'è lo sblocco di nuovi fondi per la sicurezza, anche alla luce dei recenti attacchi terroristici.

Si va verso la conferma della stretta delle assunzioni nel comparto statali. La quota di sostituzione del personale che va in pensione è ferma al 25%, anche se Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, no ha escluso una maggiore flessibilità per i lavoratori degli enti locali. Se ne saprà di più solo con il passaggio del testo di Palazzo Chigi nell'aula di Montecitorio. C'è però da vincere la resistenza del Ministero dell'Economia. In questo contesto si segnala il via libera arrivato nel corso della settimana a nuove assunzioni, non solo nelle università ma anche negli enti pubblici di ricerca: stanziamenti da 47 e 8 milioni di euro nel 2016; 55,5 e 9,5 milioni di euro per il 2017.

Per quanto riguarda gli incarichi dirigenziali nel comparto pubblico da assegnare anche nel 2016, il Ministero per la Funzione Pubblica fa sapere che non possono essere conferiti ai pensionati che hanno compiuto 65 anni ovvero che hanno raggiunto il limite di età per il collocamento a riposo dei dipendenti pubblici. Nulla di nuovo, in realtà, poiché si tratta di disposizioni già applicate, ma si aggiunge che rimanere ferma la possibilità di conferire incarichi di questo tipo a chi, pur in quiescenza, non ha raggiunto questa soglia anagrafica. La disposizioni non si applica comunque agli incarichi direttivi, come quello di direttore scientifico, ma solo se assegnato gratuitamente e per non più di un anno.

Rientra in questo ambito anche la carica di presidente delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica. In questo caso, i pensionati possono ricoprire questo incarico anche per una durata superiore a un anno, fermo restandone la gratuità. Infine, sono soggetti al divieto anche gli incarichi dirigenziali, di studio o di consulenza nell'ambito degli uffici di diretta collaborazione di organi politici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il