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Pensioni novità in manovra cosa si tenterà subito di far passare per riforma pensioni quota 100, mini pensioni: ultime lunedì oggi

Nuovo scontro politico su Italiacum, sblocco stipendi dipendenti pubblici e possibili novità ancora fattibili per cambiare le pensioni




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 13:54 oggi lunedì 23 Novembre)Come abbiamo detto si cercherà di fare passare subito alcune novità per le pensioni almeno su due livelli sia a livello migliorativo delle norme che alcune totalmente nuove. Lo abbiamo visto nel dettaglio nel paragrafo sotto. Ma viste le tante difficoltà anche a sorpresa che si stanno verificando come riportato nelle ultime notizie e ultimissime ad esempio relativo ai costi maggiori da sostenere per la sicurezza (oggi lunedì se ne parlerà proprio in Europa per cercare di metterli fuori bilancio) sarebbe un grandissimo successo già far passare un Dl collegato alla manovra che impegni l'esecutivo a fare dei cambiamenti sui temi previdenziali entro dei tempi chiari e prestabiliti. Anche perchè come si diceva, c'è il timore che tutto possa spostarsi tra due anni e non tra alcuni mesi come promesso dopo alcune dichiarazioni di esponenti del Ministero dell'Economia e non solo secondo cui la riforma pensioni potrà avvenire in pochi mesi solo se ci saranno le condizioni adeguate e non c'è nessuna garanzia che venga effettuata subito. E poi, sempre secondo indiscrezioni, il cronoprogramma del Premier dovrebbe prevdere per i prossimi 12 mesi il taglio delle tasse sul lavoro anche per sostenere le elezioni amministrative di primavera.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 11:12 oggi lunedì 23 Novembre)Al via la seconda fase a Montecitorio che dovrebbe contenere importanti novità per le pensioni sia livello migliorativo delle norme già presentate che alcune del tutto inedite. L'idea di una parte del Partito Democratico è quella di cercare di apportare subito dei miglioramenti anche perchè la riforma pensioni nei prossimi mesi non è, poi, così certa come riferiscono diverse ultime notizie e ultimissime.

Cosa potrebbe ancora cambiare per le pensioni con la ripresa delle discussioni lunedì alla Camera e ulteriori novità proposte. Le ultime notizie confermano un nuovo scontro sulla riforma dell’Italicum, mentre i sindacati sono sul piede di guerra per un irrisorio aumento degli stipendi degli statali.

Pensioni quota 100, mini pensioni: Sono diverse le novità sulle pensioni di cui si tornerà a parlare da lunedì alla Camera. Le ultime notizie si concentrano su particolari punti, dalla definizione della legge delega, fondamentale per impegnare l’esecutivo a proseguire i lavori sulle pensioni in tempi certi, alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e alla semplificazione del cumulo, alla proroga del contributivo donna per ulteriori tre mesi, all’aumento del fondo per precoci e usuranti, a differenza di quanto già deciso dall’esecutivo che, al contrario, punta a tagliarlo di ben 140 milioni di euro. Si punta anche ad evitare il blocco delle perequazioni delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps, che dovrebbe scattare dal 2017; e a portare sin dal prossimo anno, senza attendere i 2017, la detassazione a 8mila euro per i pensionati over 75, senza dimenticare i nuovi metodi in prova: secondo i relatori ci sono ancora possibilità che uno di questi metodi possa essere approvato. Questi prevedono due versioni di quota 100, con un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e uno di quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100; l’assegno universale con la mini pensione e l’estensione del contributivo donna anche agli uomini. Il primo  permetterebbe al lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale di uscire prima percependo un assegno di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito e che, una volta maturati i normali requisiti pensionistici, dovrà essere in parte restituito; il secondo prevede, invece l’estensione del contributivo anche agli uomini e anch’esso verrebbe approvato con una mini pensione per alleggerire le penalizzazioni previste a carico del lavoratore che decide di uscire prima e che si aggirano intorno al 25, 30%.

Riforma Italicum: E’ ancora scontro sulla riforma dell’Italicum e crescono i firmatari del ricorso contro la nuova legge elettorale presentati al Tribunale di Ancona. Tra i nuovi firmatari, insieme ai cittadini, anche due deputati, Andrea Cecconi di M5S e Lara Ricciatti di Sel, il segretario regionale della Fiom Giuseppe Ciarrocchi, i segretari regionali di Prc, Pdci, Sel. Ed è nato il ‘Comitato per il no’ al referendum sulle riforme costituzionali. Il Comitato, di cui fanno parte giuristi e costituzionalisti, conta sul sostegno di M5s, Sel e parte della minoranza Dem.

Rinnovo contratti statali: I sindacati ancora sul piede di guerra per la questione dello sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici. A fronte di un irrisorio aumento deciso dal governo di appena 8 euro al mese per gli statali, i sindacati chiedono un aumento di ben 150 euro, altrimenti sono pronti a nuove mobilitazioni. E pronti anche allo sciopero generale della categoria “se dalla politica non verranno risposte”. Fp-Cgil, Cisl-Fp , Uil-Fpl e Uil-Pa chiedono per i lavoratori pubblici “un rinnovo dignitoso, che dopo sei anni di paralisi totale, per noi significa 150 euro di aumento medio con produttività e riconoscimento professionale, altro che l'equivalente di una mancia come vorrebbe il governo”. Secondo le ultime notizie, però, al vaglio del ministro Madia la possibilità di aumenti per gli statali ma non uguali per tutti.

Riforma istituzionale: Aperta la discussione sulle riforme istituzionali in questo momento di particolare caos nel nostro Paese. Ma secondo il presidente del Senato Grasso, “Le riforme istituzionali in corso devono essere completate con un contemporaneo intervento sui partiti e sulle modalità di selezione della classe politica, dalle cui disfunzioni in massima parte dipende la crisi del sistema. La vera sfida futura è nella ricerca di una nuova dimensione etica della politica, basata sulla riscoperta del mandato rappresentativo come servizio alla collettività: un mandato che è libero soltanto se sa superare la ricerca del favore mediatico popolare e incarnare il senso vero e profondo della democrazia. Il primo strumento per questo rinnovamento è il ripensamento del ruolo dei partiti e la loro regolamentazione interna”. Per Grasso, inoltre, “La prospettiva della riforma costituzionale non riguarda solo il Senato, ma il Parlamento visto complessivamente. Il superamento del bicameralismo paritario deve essere quindi interpretato come modo per sperimentare nuove forme di esercizio della funzione rappresentativa”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il