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Pensioni ultime notizie su quali cambiamenti davvero si punta in seconda fase per quota 100, mini pensioni, assegno universale

Quali cambiamenti e novità pensioni ancora possibili con passaggio discussioni alla Camera: i metodi in prova ancora in ballo ma non solo




Proseguirà da lunedì alla Camera il lavoro sulle pensioni: sono ancora diverse le novità in ballo che si spera vengano approvate, se non tutte, almeno qualcuna che possa rivedere le norme previdenziali attualmente in vigore. Le ultime notizie confermano l’attenzione su particolari punti, dalla definizione della legge delega, fondamentale per impegnare l’esecutivo a proseguire i lavori sulle pensioni in tempi certi, alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e alla semplificazione del cumulo, alla proroga del contributivo donna per ulteriori tre mesi, all’aumento del fondo per precoci e usuranti, a differenza di quanto già deciso dall’esecutivo che, al contrario, punta a tagliarlo di ben 140 milioni di euro.

In questo senso, la Commissione Lavoro si prepara all’ultimo sforzo in favore di queste categorie di lavoratori che sono state fortemente penalizzate dall’attuale legge pensioni. Si punta anche ad evitare il blocco delle perequazioni delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps, che dovrebbe scattare dal 2017; e a portare sin dal prossimo anno, senza attendere i 2017, la detassazione a 8mila euro per i pensionati over 75, senza dimenticare i nuovi metodi in prova: secondo i relatori ci sono ancora possibilità che uno di questi metodi possa essere approvato. Di certo c’è l’impegno a definire soluzioni condivise entro lunedì, in modo da evitare che nascano ulteriori scontri.

Tra i metodi in prova due versioni di quota 100, che prevedono un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e di quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100; l’assegno universale con la mini pensione e l’estensione del contributivo donna anche agli uomini.

Il primo  permetterebbe al lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale di uscire prima percependo un assegno di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito e che, una volta maturati i normali requisiti pensionistici, dovrà essere in parte restituito; il secondo prevede, invece l’estensione del contributivo anche agli uomini e anch’esso verrebbe approvato con una mini pensione per alleggerire le penalizzazioni previste a carico del lavoratore che decide di uscire prima e che si aggirano intorno al 25, 30%. La speranza è che nell’ultimo passaggio alla Camera si riesca a cambiare davvero qualcosa, altrimenti il tutto sarà rimandato, come già annunciato da presidente dell’Inps e viceministro dell’Economia Morando, al prossimo anno o al massimo tra due anni. Ma è chiara l’urgenza di cambiamenti nel breve periodo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il