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Partita Iva 2016 regime dei minimi nuovo e ordinaria: tasse, aliquote, detrazioni, sussidi,contributi.Cosa cambia e chi può aprire

Dal prossimo anno 2016 subirà ancora modifiche il regime forfettario o dei minimi: come funziona il nuovo regime 2016, aliquote e chi può accedervi




Dal prossimo anno 2016 subirà ancora modifiche il regime forfettario o dei minimi. Il nuovo regime 2016 risulta essere un mix tra il vecchio regime e il regime forfettario, prevedendo il ritorno ad un’aliquota del 5% su guadagni fino a 30mila euro e per i cinque anni di attività, senza alcun limite anagrafico, dopodiché la tassazione salirà al 15%. Cambiano anche le soglie di guadagno fissate: per i professionisti è 30mila euro, mentre il precedente tetto era a 15mila euro; stessa soglia anche per artigiani e imprese, il cui tetto era precedentemente fissato a 20mila euro; 50mila euro, da 40mila, per i commercianti; 50 mila euro anche per alberghi e ristoranti; 40mila euro anche per ambulanti di alimentari e bevande; 30mila euro per ambulante di altri prodotti.

Dunque, fino al prossimo dicembre 2015, chi decide di aprire una partita Iva, oltre al regime ordinario, può scegliere tra i minimi con aliquota al 5% e il forfettario con aliquota al 15%, dal prossimo anno invece, fermo restando che nulla cambierà per il regime ordinario, si potrà aderire soltanto al nuovo regime con aliquota al 5% per i primi cinque anni (oggi sono tre) che poi salirà al 15%. La soglia massima prevista per poter accedere all’agevolazione è stata fissata a 30mila euro per i professionisti, senza limiti temporali o anagrafici.

Possono accedere al nuovo regime dei minimi tutti i professionisti purchè nell'anno precedente abbiano  conseguito ricavi per un importo non superiore a 30mila euro. La spesa in un anno per dipendenti e collaboratori non può superare i 5mila euro lordi. Inoltre, per entrare, e rimanere, nel nuovo regime bisogna rispettare la soglia relativa all'acquisto di beni strumentali, fissata in 20mila euro in un anno. Non rientrano in questo calcolo i beni immobili utilizzati per la professione.

Il regime agevolato al 5% varrà anche per le start-up, prima sottoposte all’aliquota del 10%, e sempre per i primi cinque anni al posto dei 3 attuali e chi sceglierà il nuovo regime 2016 non dovrà presentare né la dichiarazione Iva né gli studi di settore e sarà esonerato dalle comunicazioni come spesometro e blacklist. Per gli iscritti alla Gestione separata dell’Inps, è invece previsto il blocco anche per il prossimo anno dell’aumento delle aliquote contributive e così dopo lo stop dell’anno scorso anche per il 2016 l’aliquota resterà al 27,72% per professionisti senza cassa. Dubbi, intanto, sulla proroga del Dis Coll, sussidio di disoccupazione sperimentale per questo 2015, dedicato agli iscritti alla gestione separata di Inps e ai Co.Co.Pro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il