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Partita Iva minimi nuovo regime, forfettaria e ordinaria 2016: tasse, aliquote, contributi, come fare ad aprire. Novità settimana

Per il calcolo dell'imponibile delle partita Iva 2016 si teneranno conto dei ricavi coefficienti differenti per categoria.




L'intenzione è quella di favorire le piccole partite Iva prevedendo condizione agevolate per contributi, tasse e aliquote. Allo stesso tempo, la strada seguita è quella dela semplificazione e così dal 2016 l'attuale regime dei minimi viene cancellato e rimane in vigore solo il regime forfettario che assorbe molte delle regole dello stesso regime dei minimi. Uno dei punti più controversi è sempre stato quello della soglia dei ricavi annuali entro cui poter usufruire delle condizioni agevolate. Ebbene, rispetto a quanto previsto per chi ha aperto una partita quest'anno, il tetto sale di 15.000 euro per i professionisti e di 10.000 euro per gli altri settori.

Altra novità importante per chi vuole fare domande per aprire una partita Iva all'Agenzia delle entrate è l'eliminazione dei vincoli temporali. In buona sostanza possono aderire al regime forfettario anche gli over 35 ovvero i lavoratori dipendenti e i pensionati, purché si rispetti la soglia dei ricavi. In merito all'aliquota applicata, è al 5% per i primi 5 anni per poi salire al 15%. Prevista anche la reintroduzione del minimale contributivo con riduzione delle aliquote del 35%. Almeno per il 2016, l'aliquota contributiva sarà ferma al 27%, poi potrebbe aumentare di un punto all'anno fino a raggiungere il tetto del 33% nel 2018, come tra l'altro previsto negli scorsi mesi.

Dal prossimo anno per il calcolo dell'imponibile si dovranno tenere conto dei ricavi coefficienti differenti per categoria: sono al 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% con reddito massimo a 30.00 euro per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, al 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

Ci sono poi altri cambiamenti da tenere in considerazione in vista del prossimo anno che, ricordiamo, devono ottenere il via libera da entrambi i rami del parlamento prima della trasformazione in legge. Il primo è che il limite alla circolazione del contante resta a 1.000 euro solo per il money transfer. Negli altri casi la soglia è elevata a 3.000 euro. Cancellato poi l'obbligo di pagare gli affitti con forme e modalità che escludano l'uso del contante e ne assicurino la tracciabilità. Infine, ridotte di 40 milioni di euro nel 2016 e di 70 milioni di euro annui a decorrere dal 2017, le risorse per i servizi resi dai Caf, a cui i contribuenti possono rivolgersi per l'assistenza fiscale. I tagli restano ma vengono ridotti rispetto ai 100 milioni di euro previsti dal testo originario.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il