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Pensioni ultime notizie e prospettive quota 100, quota 41, assegno universale, quota 101 novità questa settimana

Cosa è successo per le pensioni in questa settimana appena conclusasi e quali le novità e prospettive della prossima: si torna alla Camera e ancora speranze di cambiamenti concreti




Si è conclusa un’altra settimana decisamente ricca di discussioni per la definizione di ulteriori novità che l’esecutivo dovrà approvare entro la fine dell’anno, ma ci si avvia ad un’altra settimana ancor più importante che, con la ripresa delle discussioni alla Camera, le nuove proposte e gli esami di fattibilità in Commissione, sarà cruciale per capire quali saranno i veri cambiamenti. Tra le ultime notizie che potrebbero avere influenza sull’andamento del dibattito previdenziale, la costituzione di Noi Italiani, progetto di movimento cosiddetto solidale nato da un’idea dell’imprenditore Diego Della Valle. 

L’imprenditore ha spiegato che Noi italiani nasce nell’ottica di  sviluppare progetti di solidarietà per aiutare le imprese che vogliono impegnarsi nei territori in cui sono insediate, e non esclude il coinvolgimento politico di questo nuovo progetto che alcuni esponenti moderati di Forza Italia guardano come alternativa alla Lega.

Il programma di questo nuovo movimento non è ancora noto ma da quanto si evince l’orientamento ad un sostegno del welfare e dell’assistenza. Nei progetti di Della Valle anche quello di abbassare l’età pensionabile per tutti, portando la soglia di età di uscita dal lavoro intorno ai 62-64 anni, da definire in base alla tipologia di lavoro svolto; favorire sistemi per sostenere il rilancio dell’occupazione soprattutto giovanile, come staffetta e part time; e introduzione dell’assegno universale.

Se questa novità apre nuove speranze di cambiamento per le pensioni, d’altro canto, in questi ultimi giorni, sono emerse, a sorpresa, due situazioni che invece potrebbero condizionare negativamente il lavoro sulle pensioni. Stiamo parlando dell’incertezza dell’extra gettito dall’Europa, che ha rimandato ulteriori valutazioni sui provvedimenti dell’esecutivo italiano alla prossima primavera, e della necessità di un nuovo fondo da destinare a spese militari e per la sicurezza, all’indomani degli attentati di venerdì scorso a Parigi e che impongono l’impiego di risorse per contrastare il terrorismo.

Per quanto riguarda i fondi concessi dall’Europa all’Italia ci sono, non sono stati cancellati, ma non è ancora chiaro né come utilizzarli né i tempi di un eventuale utilizzo. L’esecutivo potrebbe infatti decidere di utilizzarli anche subito senza attendere l’ufficialità della prossima primavera ma in tal caso, trattandosi di fondi temporanei, sarebbe consigliabile usarli per cambiamenti, appunto, temporanei come potrebbero essere i nuovi metodi in prova per le pensioni. L’altra ipotesi era di usarli per ridurre la tassazione già dal 2016, ma in tal caso di tratterebbe di un provvedimento che dovrebbe essere definitivo e che tali fondi potrebbero non assicurare. Ed è proprio da qui nasce che l’incertezza di realizzazione delle misure possibili.

Intanto, dopo la conferma di numerosi appoggi al progetto pensioni presentato dall’Istituto di Previdenza, in settimana è emersa un’ulteriore novità: applicare cioè lo stesso prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro anche agli stipendi più alti. La novità ipotizzata sarebbe stata definita all’insegna dell’equità: se, infatti, l’obiettivo del progetto dell’Istituto è quello di rendere il nostro sistema previdenziale più flessibile ed equo per tutti, tagliare solo le pensioni più alte sarebbe incostituzionale e lo stesso principio di riduzione per garantire un nuovo equilibrio sociale potrebbe essere attuato anche sugli stipendi. Il presidente, sostenuto anche dalla magistratura, aveva ipotizzato l’ipotesi di prelievo dai 5mila euro, ma si tratta di un ricalcolo che potrebbe essere deciso solo se non si riuscissero a reperire da altre parti i fondi necessari per lavorare sulle pensioni.

Questi fondi, infatti, come previsto dallo stesso progetto ma anche dal premier, potrebbero derivare da una revisione di agevolazioni fiscali, tagli a baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra e quindi da divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale. Il problema è che i tagli e i ricalcoli degli assegni più alti, a prescindere dall’assicurare sostenibilità finanziaria, garantirebbero equità tra tutti, per cui sarebbero comunque necessari da attuare.

Qualcosa potrebbe essere chiarita la prossima settimana, considerando che da lunedì riprendono alla Camera la discussione di ulteriori cambiamenti sulle questioni più spinose rimaste in sospeso, compresa quella delle pensioni; da martedì riprenderanno gli incontri tra i capigruppo; relatori e partiti si preparano a presentare ulteriori proposte in vista dell’analisi della fattibilità tecnica e legislativa da parte delle Commissioni. In questo frangente, potrebbe arrivare cambiamenti positivi per le pensioni, a partire dal miglioramento della staffetta così come modulata, visto che al momento i cambiamenti sono per lo più negativi, dalla conferma del blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni dal 2017, al taglio del fondo per precoci e usuranti, alla sospensione dell’estensione del contributivo donna di ulteriori te mesi, al nulla di fatto sui metodi cosiddetti in prova per uscire prima, nulla sulla quota 41 per precoci e usuranti o 101, sulla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e la semplificazione del cumulo.

Secondo i relatori, però, potrebbe ancora essere approvato almeno uno dei questi metodi in prova che prevedono metodi basati su quota 100 e mini pensione, assegno universale sempre con mini pensioni, ed estensione del contributivo donna anche agli uomini e sempre accompagnata dall’erogazione della mini pensione che in ogni caso servirebbe per alleggerire le penalizzazioni previste. E si punta anche alla riduzione della tassazione per i pensionati over 75 dall’anno prossimo e all’aumento, piuttosto che il taglio, del fondo per precoci e usuranti. Per molti, tuttavia, è difficile che cambiamenti concreti sulle pensioni possano essere approvati in così breve tempo. Più probabile, dunque, uno slittamento all’anno prossimo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il