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Pensioni ultime notizie Sacconi rilancia, Poletti insiste medesime posizioni, conferme da Zanetti mentre Renzi rimane in silenzio

Esponenti dell’esecutivo, premier Renzi e presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri continuano ad essere i protagonisti del dibattito previdenziale: ultime notizie e prospettive cambiamenti




Esponenti dell’esecutivo, premier Renzi e presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri continuano ad essere i protagonisti del dibattito previdenziale che continua, nonostante le novità già approvate, la continua lamentela della mancanza di risorse economiche e la ribadita necessità di cambiamenti. E sono tante le ultime notizie che hanno segnato la settimana appena conclusasi. In vista dell’approdo alla Camera delle nuove discussioni che interesseranno anche le pensioni, con la speranza che entro la fine dell’anno qualche misura concreto di cambiamento venga approvata o che si proceda almeno alla definizione della legge delega che impegnerebbe obbligatoriamente il governo a riprendere in tempi certi le discussioni sulle eventuali novità pensioni, il sottosegretario all’Economia Zanetti, pur sostenendo le misure del progetto dell’Istituto di previdenza, ha chiaramente detto che sarebbe meglio rimandare ogni cambiamento sulle pensioni, magari al prossimo anno, nell’attesa di avere un quadro ben chiaro della situazione economica.

Ha, tuttavia, confermato che certamente qualcosa sulle pensioni sarà fatto. E mentre il presidente della Commissione Lavoro del Senato Sacconi chiede una revisione del contributivo donna e della staffetta e ha presentato una ennesima novità che prevederebbe un accordo tra impresa e lavoratori per una pensione anticipata a 63 anni, cioè almeno 36 mesi prima di quanto previsto dall’attuale legge. Continua a rilanciare, invece, sulla staffetta il ministro del Lavoro Poletti, che continua a sostenere come possa essere al momento l’unico sistema in grado di garantire il ricambio generale.

Intanto, come detto, dall’ultimo confronto tra i due autorevoli esponenti di questo esecutivo, è emerso che il ministro del Lavoro ritiene debba essere invertita la logica per cui i 70enni sono ancora costretti a lavorare e i giovani debbano invece dedicarsi ai lavori socialmente utili senza avviarsi a carriere lavorative continuative che possano garantire retribuzioni regolari e portare ad avere pensioni dignitose. E’ questo il punto principale su cui si focalizza l’attenzione del ministro del Lavoro, secondo cui bisognerebbe lavorare ‘all'invecchiamento attivo’.

Anche se il principio stabilito dalle norme pensionistiche oggi in vigore è quello secondo cui più si vive per cui di più si può lavorare, secondo il ministro del Lavoro è impensabile che vengano mantenute le stesse condizioni lavorative a 30 anni, a 50 o a 65, questo è il motivo per cui sostiene staffetta e ricambio generazionale a lavoro, che permette, pur con una riduzione della retribuzione mensile per il lavoratore, di passare al part time, riducendo così l’impegno lavorativo e lasciando spazio di impiego ai più giovani.

Per il ministro Poletti, la priorità è quella di invertire la tendenza secondo cui le persone sono costrette a rimanere a lavoro fino a 70 anni, mentre i più giovani devono accontentarsi di fare lavori che non garantiscono uno stipendio stabile oggi e non danno certezza della pensione in futuro. Anche se il principio stabilito dalle norme attuali è quello secondo cui più si vive per cui di più si può lavorare, secondo il ministro del Lavoro è impensabile che vengano mantenute le stesse condizioni lavorative a 30 anni, a 50 o a 65, questo è il motivo per cui sostiene staffetta e ricambio generazionale a lavoro, che permette, pur con una riduzione della retribuzione mensile per il lavoratore, di passare al part time, riducendo così l’impegno lavorativo e lasciando spazio ai più giovani.

E mentre il premier Renzi continua a tacere in maniera diretta su eventuali cambiamenti pensioni, ma con la consapevolezza di un appoggio al progetto dell’Istituto di previdenza, confermato anche dal fatto che il suo presidente ha detto che la sua presentazione è stata concordata con lo stesso esecutivo, il presidente  Boeri persevera sulla sua strada di cambiamento delle pensioni a 360 gradi, per assicurare equità tra tutti passando anche attraverso una revisione della governance dell’intero sistema previdenziale. L’obiettivo è, infatti, quello di renderlo più sostenibile ed equo per tutti, traguardo possibile da raggiungere soprattutto attraverso quella ormai famosa netta divisione tra spesa previdenziale e spesa assistenziale e il ricalcolo contributivo con taglio ai vitalizi dei politici. Tra gli altri cambiamenti necessari l’assegno universale per gli over 55, che in maniera scandalosa, sempre secondo Boeri, ancora non esiste in Italia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il