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Pensioni ultime notizie nuove condizioni che possono favorire o bloccare quota 100, assegno universale, mini pensioni

Le due condizioni inaspettate che a sorpresa potrebbero bloccare eventuali cambiamenti per le pensioni: novità e prospettive




L’incertezza dell’extra gettito dall’Europa e la necessità di un nuovo fondo da destinare a spese militari e per la sicurezza, rilanciata prepotentemente dagli attentati di venerdì scorso a Parigi e che impongono l’impiego di risorse per contrastare il terrorismo sono le due novità che, a sorpresa, potrebbero ostacolare il cammino verso l’approvazione di ulteriori cambiamenti sulle pensioni. Da lunedì riprendono alla Camera  i lavori sulle pensioni ma le possibilità su cui avevano aperto giorni fa alcuni relatori, cioè i nuovi metodi in prova, sembrano venire sempre meno. I metodi in prova prevedono due versioni di quota 100, cioè un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%, e di quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100; l’assegno universale con la mini pensione e l’estensione del contributivo donna anche agli uomini e sempre con minipensione.

Fino a qualche giorno fa l’ipotesi era quella che i nuovi fondi concessi dall’Europa all’Italia avrebbero potuto essere impiegati per realizzare uno di questi metodi, insieme all’ipotesi di un loro impiego per ridurre la tassazione a partire già dall’anno prossimo o per ulteriori riforme ancora da definire. Ma all’indomani del rinvio della valutazione di Bruxelles sulle nuove misure dell’esecutivo italiano alla prossima primavera e a causa del sorgere delle nuove condizioni spiegate a inizio pezzo, la situazione potrebbe cambiare ancora.

I fondi concessi dall’Europa all’Italia ci sono, non sono stati cancellati, ma, insieme all’incertezza di un loro impiego, vi è ora anche incertezza sui tempi di utilizzo. L’esecutivo potrebbe infatti decidere di utilizzarli anche subito senza attendere l’ufficialità della prossima primavera ma in tal caso, trattandosi di fondi temporanei, sarebbe consigliabile usarli per cambiamenti, appunto, temporanei come potrebbero essere i nuovi metodi in prova per le pensioni.

Diversa, invece, sarebbe la situazione se si decidesse di investire tali soldi per la riduzione delle tasse: in tal caso, infatti, ci sarebbe l’appoggio dell’Europa che da sempre sostiene la riduzione della tassazione sul lavoro, ma il piano di riduzione delle tasse non potrebbe essere temporaneo come i metodi in prova per le pensioni, per cui prima di approvarlo sarebbe meglio considerare in maniera precisa e puntuale risorse, vantaggi ed eventuali riduzioni. Ci si prepara, dunque, ad affrontare una settimana che si prospetta decisamente impegnativa per capire le strade di lavoro su cui si orienterà in maniera concreta l’esecutivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il