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Pensioni ultime notizie un metodo di prova deve passare subito tra quota 100, mini pensioni, assegno universale

Prossimi impegni dell’esecutivo e questione pensioni ancora decisamente aperta: ultime novità al vaglio e metodi in prova da approvare subito




L’esecutivo si prepara a impegni nei prossimi mesi su più fronti per chiudere le questioni più urgenti e importanti, mentre si è già entrati in fase di preparazione per le prossime elezioni amministrative 2016 che potrebbero essere fondamentali nella definizione di novità pensioni. Le ultime notizie confermano, infatti, che, nonostante nei prossimi mesi non è poi così certa la strada di lavoro dell’esecutivo che dovrà organizzarsi tra risorse disponibili, interventi prioritari e prossima valutazione dell’Ue, prevista per la primavera del 2016, è possibile che per l’avvicinarsi delle prossime amministrative possa essere strategico per l’esecutivo stesso focalizzarsi sulla questione delle pensioni, tema decisamente caro ai cittadini e che potrebbe portare ad un aumento di consensi e fiducia, che stanno decisamente calando nell’ultimo periodo nei confronti della politica attuale dell’esecutivo.

Partendo, dunque, da riforma costituzionale, completamento del Jobs act a partire dalle prime settimane del nuovo anno con l'applicazione dei nuovi piani di politiche attive previste, definizione e applicazione dei piani di investimenti in ballo, dal rilancio del Sud allo sviluppo della banda larga in Italia, agli interventi contro dissesto idrogeologico, turismo e cultura, in vista delle prossime amministrative e, confermando e smentendo le affermazioni che nelle ultime settimane si sono susseguite da parte di diversi esponenti dell’esecutivo, tra chi ha rimandato le novità pensioni all’anno prossimo o forse anche tra due, compreso il presidente dell’Inps, e chi, invece, spinge per cambiamenti immediati, la questione pensioni è ancora decisamente aperta.
 
Ciò che chiaramente emerge è che proprio in vista del fitto calendario di impegni prossimi dell’esecutivo e per permettere maggiori consensi, sarebbe decisamente favorevole approvare subito almeno uno dei metodi in prova presentati. Oggi, del resto, lunedì 23 si riaprono le discussioni a Montecitorio e, se finora sono stati approvati solo i cambiamenti negativi, dalla mancata estensione di ulteriori tre mesi del contributivo donna, al confermato blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps dal 2017, al taglio confermato del fondo per precoci e usuranti, al nulla di fatto per i sistemi di uscita prima per tutti, con il passaggio del testo a Montecitorio i relatori hanno aperto alla possibilità di approvazione di uno dei nuovi metodi in prova, ma non vi è ancora certezza di questo.

Questi metodi in prova prevedono due versioni di quota 100, che prevedono un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e di quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100; l’assegno universale con la mini pensione e l’estensione del contributivo donna anche agli uomini.

L’assegno universale con la mini pensione  permetterebbe al lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale di uscire prima percependo un assegno di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito e che, una volta maturati i normali requisiti pensionistici, dovrà essere in parte restituito; il secondo, invece, prevede l’estensione del contributivo anche agli uomini e anch’esso verrebbe approvato con una mini pensione per alleggerire le penalizzazioni previste a carico del lavoratore che decide di uscire prima e che si aggirano intorno al 25, 30%.

Approvarne uno significherebbe dimostrare che nonostante rinvii e temporeggiamenti, l’esecutivo è effettivamente intenzionato a cambiare davvero le pensioni e andare incontro a cittadini e richieste avanzate da forze politiche e sociali, e definendo una legge delega l’impegno diventerebbe quasi obbligo per ulteriori cambiamenti da definite in tempi certi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il