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Pensioni ultime notizie ci crede ancora Sacconi, Zanetti rassicura mentre Renzi osserva per novità quota 100, assegno universale

L’esecutivo continua a lavorare per chiudere le questioni più urgenti ancora in sospeso, tra cui le pensioni: ultime novità e posizioni premier Renzi, presidente Boeri e altri esponenti esecutivo




L’esecutivo continua a lavorare per chiudere le questioni più urgenti ancora in sospeso, tra queste quella sulle pensioni. Si susseguono da giorni eventuali novità possibili ma certamente da oggi, lunedì 23 novembre, le discussioni entrano nel vivo approdando a Montecitorio. Le ultime notizie, tuttavia, confermano posizioni divergenti sulle possibilità di lavoro, tra chi annuncia un rinvio dei cambiamenti pensionistici al prossimo anno anche tra due anni, e che invece spinge per cambiamenti immediati da approvare subito, come uno dei nuovi metodi in prova, e chi rilancia su ulteriori misure.

Tra questi, il presidente della Commissione Lavoro del Senato Sacconi che chiede una revisione del contributivo donna e della staffetta e ha presentato una ennesima novità che prevederebbe un accordo tra impresa e lavoratori per una pensione anticipata a 63 anni, cioè almeno 36 mesi prima di quanto previsto dall’attuale legge. Dal canto suo, il sottosegretario all’Economia Zanetti, pur sostenendo le misure del progetto dell’Istituto di previdenza, ha chiaramente detto che sarebbe meglio rimandare ogni cambiamento sulle pensioni, magari al prossimo anno, nell’attesa di avere un quadro ben chiaro della situazione economica, rassicurando, però, sul fatto che qualcosa sulle pensioni sarà certamente realizzato.

Insiste, invece, e con forza, sulla necessità di lavorare concretamente sui cambiamenti per le pensioni e nel breve tempo, il presidente  Boeri che persevera sulla sua strada di cambiamento previdenziale a 360 gradi, per assicurare equità tra tutti passando anche attraverso una revisione della governance dell’intero sistema previdenziale, per renderlo più sostenibile ed equo per tutti, attraverso divisione tra spesa previdenziale e spesa assistenziale e il ricalcolo contributivo con taglio ai vitalizi dei politici. Tra gli altri cambiamenti necessari nell’immediato per Boeri, l’assegno universale per gli over 55 che restano senza lavoro.

Rimane invece in silenzio sulla questione pensioni il premier Renzi, forse convinto del fatto che sia meglio aspettare di rendersi conto del quadro generale economico prima di procedere con ulteriori annunci di novità, pur sostenendo ormai chiaramente quanto proposto dall’Istituto di Previdenza, mentre continua a rilanciare sulla staffetta il ministro del Lavoro Poletti, secondo lui al momento l’unico sistema in grado di garantire il ricambio generale. Secondo Poletti, dovrebbe essere innazitutto invertita la logica per cui i 70enni sono ancora costretti a lavorare e i giovani debbano invece dedicarsi ai lavori socialmente utili senza avviarsi a carriere lavorative continuative che possano garantire retribuzioni regolari e portare ad avere pensioni dignitose.

Per il ministro del Lavoro, bisognerebbe lavorare al cosiddetto 'invecchiamento attivo'. Anche se il principio stabilito dalle norme pensionistiche oggi in vigore è quello secondo cui più si vive per cui di più si può lavorare, secondo il ministro del Lavoro è impensabile che vengano mantenute le stesse condizioni lavorative a 30 anni, a 50 o a 65, questo è il motivo per cui sostiene staffetta e ricambio generazionale a lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il