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Isae, fiducia imprese maggio a minimo da novembre 2001

L'indice destagionalizzato Isae di fiducia delle imprese italiane registra la quarta flessione consecutiva in maggio, scendendo a 84,2 da 84,8 di aprile, e raggiunge il livello più basso dal novembre 2001, in linea alle attese degli economisti



L'indice destagionalizzato Isae di fiducia delle imprese italiane registra la quarta flessione consecutiva in maggio, scendendo a 84,2 da 84,8 di aprile, e raggiunge il livello più basso dal novembre 2001, in linea alle attese degli economisti.

Il nuovo deterioramento, spiega Isae in una nota, è dovuto principalmente all'aumento delle scorte e alle peggiorate aspettative sulla produzione. Un segnale confortante giunge invece dalla stabilità degli ordini e della domanda.

"Noto con sollievo che gli ordini smettono di calare, soprattutto quelli dall'estero. ... Forse possiamo cogliere un segnale di stabilizzazione, grazie anche al rallentamento dei prezzi del greggio e al ridimensionamento del cambio euro/dollaro", spiega Marco Valli, di Ubm.

Il saldo relativo agli ordini si conferma a -24, come in aprile, mentre scende da 11 a 10 il valore sintetico sulle attese di produzione.

In calo per il quarto mese consecutivo in maggio si è rivelato oggi anche l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche. Rallentando ancora a sorpresa l'Ifo si conferma sui minimi dall'agosto del 2003 e riflette il pessimismo delle aziende tedesche sulle prospettive per i prossimi sei mesi.

Analogamente, in Italia, le imprese del campione appaiono particolarmente preoccupate dell'andamento dell'economia nazionale: il relativo saldo peggiora a -28 da -26 attestandosi al minimo dall'ottobre 1993.

"A questo punto aumenta la probabilità di vedere un'altra contrazione del prodotto interno lordo nel secondo trimestre, anche a giudicare dalle prime stime sulla produzione industriale dei mesi primaverili", spiega Carmen Nuzzo, di Citigroup, facendo riferimento ai dati sui consumi elettrici di Confindustria, Ref e Banca d'Italia.

Il quadro di fiducia mostra una netta differenziazione a seconda della dimensione delle imprese. Il clima peggiora tra le piccole e, soprattutto, le medie imprese. Per queste due categorie gli indicatori di fiducia si attestano circa cinque punti sotto i livelli di inizio anno. In netta ripresa da aprile appare invece il saldo di fiducia per le grandi imprese (oltre 250 addetti).

A livello settoriale la fiducia mostra segni di recupero tra i produttori di beni di investimento, il cui indice passa a 84,5 da 83,6. Stabile la fiducia per i beni di consumo mentre si registra un netto calo per i beni intermedi: 81,3 da 79,4.

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