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Pensioni ultime notizie cosa hanno detto i relatori dell'esecutivo su quota 100, quota 41, assegno universale, mini pensioni

Relatori aperti alla possibilità di definizione di ulteriori novità sulle pensioni: ultime notizie su cambiamenti necessari e da approvare subito




Relatori aperti alla possibilità di definizione di ulteriori novità sulle pensioni, ad eccezione di qualche singolo caso, secondo cui i reali cambiamenti nel breve termine potrebbero essere nulli o solo minimi, ma tanto si capirò nei prossimi giorni con l’arrivo delle discussioni sulla questione previdenziale a Montecitorio. Il problema concreto, però, come del resto confermano le ultime notizie, non sono le posizioni dei relatori, secondo cui un grande passo avanti è comunque la presentazione ufficiali dei cambiamenti, quanto piuttosto i giudizi della Ragioneria di Stato. Finora, infatti, sono stati sempre i tecnici a bloccare cambiamenti pensionistici, a causa della scarsa disponibilità di risorse economiche.

Eppure abbiamo visto in questi ultimi giorni come, se effettivamente l’esecutivo avesse voluto agire sulle pensioni, le risorse necessarie avrebbe potuto recuperarle esattamente come fatto per l’abolizione della Tasi sulle prime case dal 2016. Sembrerebbe, dunque, che ancora una volta a prevalere sia la volontà politica e il probabile quanto ormai certo nulla di fatto sulle pensioni anche per quest’anno non dovrebbe essere una novità considerando che, secondo quanto appreso, la questione previdenziale era fissata nell’agenda del premier nel 2017, per cui sembra sempre più possibile che il rinvio di novità annunciato da diversi esponenti dell’esecutivo si trasformerà in realtà.

Intanto si oscilla tra i cambiamenti generali necessari da realizzare e quelli da approvare subito. Nel primo caso si parla della necessità di una definizione della legge delega che sarebbe fondamentale per impegnare l’esecutivo a riprendere obbligatoriamente la discussione sulla questione pensioni in tempi certi; della cancellazione delle ricongiunzioni onerose e della semplificazione del cumulo; dell’estensione del contributivo donna per gli ulteriori tre mesi attualmente negato; e di almeno uno dei metodi in prova proposti.

Ma non solo: tra le immediate richieste cui rispondere anche l’aumento del fondo per precoci e usuranti, piuttosto che il taglio già approvato, e cercare di evitare il blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps a partire dal 2017. Si tratta dunque di questioni diverse ma tutte urgenti da risolvere e che vanno ad affiancarsi alla richiesta di revisione della staffetta così come al momento approvata, in modo da renderla più conveniente per tutti, imprese e lavoratori, e dunque atta a sostenere in maniera concreta il ricambio generazionale a lavoro.

E poi ci sono i metodi in prova da approvare subito, gli stessi cui i relatori hanno aperto e che prevedono due versioni di quota 100, entrambe con penalizzazioni al 12% ed erogazione della mini pensione; introduzione dell’assegno universale per chi in età avanzata resta senza lavoro ma non può ancora andare in pensione e sempre con mini pensione da restituire, però, in parte, una volta raggiunti i normali requisiti di uscita dal lavoro; ed estensione del contributivo donna anche gli uomini. Anche in questo caso ad alleggerire le alte penalizzazioni previste, intorno al 25, 30%, ci sarebbe la mini pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il