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Pensioni ultime notizie nuovi stanziamenti contro terrorismo ostacolano quota 100, mini pensioni, assegno universale

Nuovi cambiamenti per le pensioni probabilmente bloccati dalla necessitÓ di impiego di nuovi fondi da destinare alla lotta al terrorismo: le novitÓ e attesa per le decisioni definitive




Nuovi cambiamenti per le pensioni probabilmente bloccati dalla necessità di impiego di nuovi fondi da destinare alla lotta al terrorismo: queste sono le novità di questi giorni al centro delle discussioni di Europa e singoli governo che dovranno stanziare nuove risorse da destinare a Forze dell’Ordine e all’aumento di controlli per la sicurezza dei cittadini. Il problema nasce dal fatto che se fino a qualche giorno fa il presidente della Commissione europea Juncker aveva fatto sapere che le spese antiterrorismo essendo straordinarie devono rientrare in un trattamento straordinario da parte dell'Ue nel patto di Stabilità, da quanto emerso dalle ultime discussioni, invece, queste spese straordinarie potrebbero essere considerate fuori dal patto di stabilità Ue.

E’ chiaro, dunque, come sia sempre più confusa la situazione ma anche difficile organizzarsi con le spese. Di certo c’è che la mancanza di risorse economiche più volte ribadita dall’Italia per giustificare il nulla di fatto finora sulle pensioni, non è poi così vero come problema, visto che lo Stato ha speso, tra difesa e sicurezza, 24 miliardi di euro in 10 mesi, un miliardo per le Province e 6 milioni per il Cnel.

Restano, invece, ancora in discussione quei metodi in prova, che alcuni relatori vorrebbero fare approvare subito, tra i due metodi di quota 100 con mini pensione, assegno universale con mini pensione, ed estensione del contributivo anche agli uomini e sempre accompagnata dalla mini pensione per alleggerire le penalizzazioni.

Si tratta di sistemi che potrebbero essere approvati, proprio perché in prova e, considerando che al momento i fondi già concessi dall’Europa all’Italia, del valore di 3 miliardi di euro, ci sono ancora, nonostante la stessa Europa abbia rimandato eventuali valutazioni sulle misure approvate alla prossima primavera, si potrebbe pensare di utilizzarli anche subito ma meglio per questi metodi in prova, considerando che si tratta di fondi temporanei che non sarebbe consigliabile impiegare per ridurre, per esempio, la tassazione dal 2016, così come ipotizzato, perché questa riduzione, al contrario dei metodi in prova, dovrebbe essere definitiva.

Mentre, però, alcuni relatori, come detto, aprono alla possibilità di approvazione di uno di questi metodi, alcuni autorevoli dell’esecutivo stesso continuano a rimandare misure certe sulle pensioni al prossimo anno, o anche tra due, come del resto fissato dalla stessa agenda di lavoro del premier. Le discussioni, comunque, su risorse, soldi ulteriori, e impiego, continuano ancora oggi ma probabilmente l’effettiva soluzione si conoscerà solo il prossimo mese di dicembre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il