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Pensioni ultime notizie procedura infrazioni Europa contro privilegi porterà ripercussioni per quota 100, mini pensioni

L’Europa ha aperto una nuova procedura di infrazione contro l’Italia: ultime notizie, novità e motivazioni. Cosa si farà nelle prossime settimane?




Sono mesi che ormai si discute di come cambiare l’attuale legge pensioni, tra proposte che si sono susseguite e novità dei cosiddetti metodi in prova dell’ultimo minuto, combinazione di quei sistemi che nel corso di tutto questo tempo sono stati protagonisti dei dibattiti politici e che hanno portato all’elaborazione di quei meccanismi di quota 100 con penalizzazioni e mini pensioni, di assegno universale con mini pensione ed estensione del contributivo donna anche agli uomini sempre accompagnata dalla mini pensione per rendere più leggere le alte penalizzazioni imposte.

Eppure oggi la situazione pensionistica continua ad essere decisamente confusa e non si sa ancora né cosa si potrebbe effettivamente fare, nonostante le recenti aperture di alcuni relatori all’approvazione proprio di uno dei meccanismi in prova, né quando. Le ultime notizie di questi giorni del resto non sono poi così positive, tra nuove risorse da impiegare necessariamente nella lotta contro il terrorismo e che potrebbero essere sottratte ad altri impieghi, a partire proprio dalle pensioni, alle affermazioni di esponenti dell’esecutivo stesso che rimandano ogni nuovo provvedimento pensioni all’anno prossimo o anche a due, alla difficoltà di definizione di una soluzione universale per tutti, ai cambiamenti negativi approvati, dal blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni dal 2017 al taglio del fondo per precoci e usuranti.  

A queste notizie, se ne aggiunga una nuova e che riguarda una ennesima procedura di infrazione sulle pensioni che l’Europa ha aperto contro l'Italia. Motivo del contendere l’uscita prima con il contributivo per le donne che permette di andare in pensione prima alle lavoratrici del settore privato e alle donne statali, che possono lasciare il lavoro un anno prima rispetto agli uomini, sempre con penalizzazioni.
 
L'Europa ha chiesto all'Italia perchè le donne hanno la possibilità di andare in pensione prima e l'Italia ha risposto giustificando l'esistenza di penalizzazioni per chi decide di uscire prima, ma L'Europa ha analizzato tali motivazioni giudicandole decisamente inefficienti. Per evitare, dunque, sanzioni, ora lo Stato italiano avrebbe diverse possibilità, e cioè abolire completamente il contributivo donna per i prossimi anni (come sembra che farà) e sistemare anche la questione delle lavoratrici statali; estendere il contributivo donna anche agli uomini, ipotesi che sembra al momento piuttosto difficile; o inserire accanto al contributivo donna nuovi sistemi di uscita prima per tutti per evitare discriminazioni.

Ed è proprio in questo senso che l’esecutivo sembra stia lavorando. Sembra perché finora le discussioni sulla necessità di mettere a punto una soluzione universale di uscita prima per tutti sono state protagoniste delle settimane e di mesi di lavoro dell’esecutivo, alcune sono riuscite a mettere d’accordo anche le varie forze politiche e le forze sociali, eppure ancora di nulla di certo esiste. E forse bisognerà aspettare ancora perché le parole e le promesse di cambiamento delle pensioni si trasformino in realtà.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il