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Pensioni importante che novitÓ con metodo di prova per uscire prima passino subito perchŔ riforma pensioni potrebbe ritardare

Rischia di arrivare in forte ritardo il nuovo Dl, per cui meglio agire approvando almeno una delle novitÓ in prova presentate: cosa prevedono i metodi




In queste ultime settimane sono spuntate  a sorpresa nuove condizioni che potrebbero fortemente limitare la possibilità di approvazione di novità pensioni, sempre e soprattutto per scarsità di risorse economiche da impiegarvi. Dopo gli attentati terroristici accaduti venerdì 13 novembre a Parigi, infatti, è necessario aumentare controlli per garantire la massima sicurezza nelle principali città europee e l’Italia si prepara a impiegare nuove risorse proprio per combattere il terrorismo, fondi che ancora non si sa se saranno inseriti o meno del Patto di stabilità, per cui resta da capire se i fondi da impiegare deriveranno da spese straordinarie concesse dall’Europa o se rientreranno nelle spese del singolo Paese. In quest’ultimo caso, sarebbe difficile riuscire a stanziare soldi per la lotta al terrorismo da una parte e per ulteriori provvedimenti dall’altro.

Ancora una volta, dunque, si pone la questione delle priorità di cambiamento che in Italia certamente farebbe passare in secondo piano, ancora una volta, la questione pensionistica. Eppure, con l’avvicinarsi delle prossime amministrative, potrebbe essere strategico per l’esecutivo focalizzarsi sulle pensioni, tema caro ai cittadini e che potrebbe portare ad un aumento di consensi e fiducia. Se, infatti, finora sono stati approvati solo i cambiamenti negativi, dalla mancata estensione di ulteriori tre mesi del contributivo donna, al confermato blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps dal 2017, al taglio confermato del fondo per precoci e usuranti, al nulla di fatto per i sistemi di uscita prima per tutti, considerando che alla luce degli ultimi eventi il nuovo Dl potrebbe subire forti ritardi, sarebbe importante approvare almeno uno dei metodi in prova proposti.

Questi meccanismi in prova prevedono due versioni di quota 100, che prevedono un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; e di quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100; l’assegno universale con la mini pensione, che permetterebbe al lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale di uscire prima percependo un assegno di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito e che, una volta maturati i normali requisiti pensionistici, dovrà essere in parte restituito; e l’estensione del contributivo anche agli uomini e sempre con una mini pensione per alleggerire le penalizzazioni previste a carico del lavoratore che decide di uscire prima e che si aggirano intorno al 25, 30%.

Approvarne subito uno di questi sistemi significherebbe dimostrare che l’esecutivo vuole davvero agire sulle pensioni, nonostante la confusione, soprattutto di queste ultime settimane, nonostante i rinviii e nonostante alcune forze politiche stesse abbiano affermato che è meglio attendere ancora per definire nuovi provvedimenti sulle pensioni.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il