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Pensioni ultime notizie le aperture e le chiusure dei relatori dell'esecutivo per i cambiamenti nel secondo passaggio

Emergono ancora novità dalla seconda fase di discussione delle pensioni: posizioni relatori, possibili cambiamenti da approvare subito e misure necessarie




Emergono ancora novità dalla seconda fase di discussione delle pensioni: sono diverse le ipotesi al vaglio, diversi i nuovi metodi proposti ma il vero problema continua ad essere rappresentato dalla Ragioneria di Stato e da eventuali nuovi blocchi alla realizzazione di cambiamenti per pensioni che potrebbero arrivare a causa della mancanza di risorse economiche. Da sempre infatti Ragioneria di Stato e tecnici del tesoro bloccano ogni misura di cambiamento dell’attuale legge e questo ancora una volta potrebbe rivelarsi uno scoglio insormontabile, soprattutto alla luce delle ultime notizie che richiedono il necessario impiego di fondi per provvedimenti, come la lotta al terrorismo, considerati decisamente più urgenti.

Considerando, dunque, il quadro decisamente negativo di discussione sulle pensioni, un buon risultato, secondo alcuni relatori, sarebbe già quello di riuscire a presentare i cambiamenti, visto che una volta presentati in maniera completa è solitamente difficile che vengano bocciati. Gli stessi relatori, poi, negli ultimi giorni, si sono detti aperti ai cambiamenti sulle pensioni, ad eccezione di un unico rappresentante che ha detto chiaramente che i miglioramenti potrebbero essere solo minimi al momento.

I miglioramenti per pensioni ancora possibili secondo alcuni relatori interesserebbero principalmente i nuovi metodi in prova da approvare subito e che prevedono le due versioni di quota 100, dalla quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%; alla quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100, per arrivare a estensione del contributivo donna anche agli uomini, e all’assegno universale sempre accompagnato dalla mini pensione.

Nel primo caso si tratta di estendere il contributivo donna anche agli uomini, sempre con una mini pensione che anche in questo caso renderebbe meno leggere le penalizzazioni, el 25, 30%, a carico del lavoratore che decide di uscire prima; il secondo prevede l’erogazione dell'assegno universale con la mini pensioni, per permettere al lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale di andare in pensione prima percependo un assegno lordo di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito, per cui, maturati i requisiti pensionistici vigenti, dovrà restituire parte di quanto percepito.

Tra le novità da fare subito, una revisione, con miglioramenti, dell’attuale staffetta in modo da renderla più conveniente per lavoratori e aziende. Sarebbe, tuttavia, fondamentale definire innanzitutto una legge delega per impegnare in maniera quasi obbligatoria l’esecutivo a riprendere il tema pensionistico in tempi relativamente brevi e soprattutto certi; e quindi pensare anche a rendere le ricongiunzioni gratis e più semplice il cumulo, nonché permettere l’estensione del contributivo donna estensione di ulteriori tre mesi ed evitare il taglio del fondo per precoci e usuranti che, al contrario, dovrebbe essere aumentato. Tra gli altri cambiamenti auspicati anche la detassazione per i pensionati over 75 già a partire dall’anno prossimo e cercare di evitare il nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps a partire dal 2017.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il